COSA ACCADRA’?

Scenari e prospettive future della politica italiana

di Gianpaolo Marcucci

E bene si, i momenti di crisi sono sempre da considerarsi grandi opportunità. Staccandoci dal pieno epicentro del “caos totale” in cui la politica italiana riversa in questo momento e del quale la vicenda legata alle liste regionali è un chiaro e limpido specchio, vorrei spostare l’attenzione su quelli che, dati alla mano, potrebbero essere gli sviluppi futuri della gestione politica del nostro paese.

Riflettiamo su alcuni elementi di attualità e permettiamoci un gioco: La previsione di quello che accadrà nei prossimi anni.

Il voto degli astensionisti

Innanzitutto c’è da riportare un dato fondamentale. Il vero partito che oggi rappresenta gli italiani non è ne il Pdl ne il Pd. Il partito di maggioranza, seppur scoraggiato dall’attuale legge elettorale, è quello degli astensionisti. Ovviamente i partiti non sono stupidi, queste cose le sanno. Lo sanno che il loro consenso alle ultime elezioni si è retto solo su quel 60% degli italiani che solitamente alza il sedere e va a votare. Perfettamente consci delle leggi di Merton, sanno anche che non riusciranno più a tirare dentro nuovi consensi dalla restante percentuale e che quindi per mantenere lo status quo, l’astensionismo va incentivato, attraverso una campagna che promuova il sentimento della rassegnazione. Tuttavia, qualcuno in quel della Liguria, c’ha visto lungo su questi dati. Chi è che ha sempre incitato il popolo italiano a non andare a votare? E ancora, chi è che detiene un enorme consenso tra gli astensionisti, quasi a costo zero attraverso il suo blog (che è uno dei più cliccati d’Europa)? Proprio così, Giuseppe Piero Grillo. Il buon Beppe, cominciando dalla rete e poi insediandosi attraverso le liste civiche a cinque stelle all’interno di molti comuni italiani, ha ora inaugurato un movimento politico, il movimento a cinque stelle, candidato regolarmente in cinque regioni d’Italia, e peraltro neanche messo così tanto male. Ma non finisce qui, andando ad osservare il suo programma infatti, si può facilmente notare una schiacciante somiglianza con un altro programma politico, quello del partito di Antonio Di Pietro, l’Italia dei Valori. La somiglianza peraltro non è né casuale né smentita, tanto che in regioni all’interno delle quali il movimento di Grillo non è abbastanza forte, i suoi collaboratori più stretti, si candideranno alle regionali proprio col partito dell’ex magistrato. Nel frattempo a destra, c’è aria di cambiamento. Berlusconi è in difficoltà, lo si nota dal modo in cui lui e i suoi, puntano all’oggi, non già a moltiplicare i consensi, ma a fortificare e non disperdere quelli già acquisiti in precedenza. L’inasprirsi dei toni della battaglia e la demonizzazione sempre più chiara del nemico, sono da sempre usati come tecniche per inspessire i confini. Nel suo partito sono presenti angeli e demoni, e la preoccupazione di un potenziale Brutus, rimane sempre accesa. Anche la sua nomina al Quirinale non è certa. Come all’epoca del Divo Giulio, un ribaltone dell’ultimo minuto, potrebbe favorire l’Oscar Luigi Scalfaro del momento. Insomma, con tutti questi colpi di scena, cosa dobbiamo aspettarci al prossimo incrocio…della politica?

La destra che piace a tutti, anche al centro-sinistra!

Sulle premesse sopra elencate proviamo a immaginare cosa potrebbe succedere a destra. Ipotizzando un inasprimento delle difficoltà di Berlusconi, uno scaltro Gianfranco Fini, che per alcuni ha già più che posto le basi del suo novello movimento, potrebbe prendere le redini di una destra tutta nuova, meno autoritaria e più pro-web; rispettosa della costituzione e più attenta alle fasce deboli; ma soprattutto, agli occhi degli elettori di centro-sinistra, meno amante dell’illegalità. Questo potrebbe portare ad un ribalto dei consensi. Di fronte ad un Pd praticamente inesistente, tutto quel centro-sinistra che non vede di buon occhio le frange considerate estreme, potrebbe addirittura fare il salto della quaglia. Ovviamente nel giro di Fini (che non è quello dei tortellini) potrebbe anche inserirsi l’Italia Futura di Montezemolo, e perché no il partito di Caltagirone (Pardon, di Casini) ovvero l’UDC. Questa nuova forza, col tempo andrebbe ad erodere lentamente il vecchio Pdl e a stanziarsi, con larghi consensi, come partito unico dell’area di centro-destra.

Dalla piazza (virtuale e non) al parlamento.

Nel frattempo anche a sinistra le cose si fanno interessanti. Abbiamo visto prima come un coinvolgimento da parte di Grillo degli Italiani astenuti (40% alle ultime elezioni) potrebbe davvero creare il panico. Infatti, con un elettorato Pd allo sbando, l’IDV in crescita, la nascita e il successo del nuovo quotidiano “Il fatto quotidiano”, l’avanzamento del movimento a 5 stelle, e l’entrata in gioco nell’arena della nota ed esperta Casaleggio Associati[1], un nuovo blocco si sta ingrandendo e solidificando. Tale blocco, se continua a crescere secondo le logiche della rete (ovvero esponenzialmente) in non molti anni potrebbe completamente inglobare grandissima parte degli astensionisti e tutto l’elettorato di centro-sinistra che non ha fatto il salto della quaglia di cui sopra. Il magistrato contro il delfino, il comico contro l’industriale.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio?

Ma allora un dato emerge chiaramente, sarà sempre il bipartitismo a farla da padrona. Ebbene si, per un certo periodo, salvo variabili impazzite, i due grandi Partitoni si alterneranno al governo, in maniera, però, più equa rispetto al passato. Quello che prima era eccezione, diviene regola, quelle che prima erano chiacchiere da web, divengono discussioni in parlamento, e quello che prima era osteggiato, ora è favorito. Un rinnovamento parziale è sempre un rinnovamento, e potrebbe portare lentamente il nostro paese verso un’evoluzione che come esito non può che non avere la democrazia diretta. Esistono già gruppi sul web e nelle strade, che propongono alternative al sistema politico economico, alternative che si scontrano anche in parte con quei soggetti che da sempre hanno rappresentato l’alternativa a questa politica. E’ un ciclo. Ci saranno sempre, dei nuovi Grillo e dei nuovi Fini, che mano a mano, combatteranno contro i loro vecchi idoli, fino a sostituirli. Così, ad libitum, e sempre verso una democrazia più reale e una politica più a misura d’uomo.

ATTENZIONE:

Questi scenari sono solo ipotizzati, e non vogliono sembrare profetici o premonitori. Se volete avere un’idea più chiara sulle basi di questa visione, che comunque in questo caso è parziale e limitata alla situazione Italiana, potete consultare quest’indirizzo: Ecco Cosa Vedo


[1] Editore di Grillo e del Blog di Di Pietro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...