La web-massa

di Gianpaolo Marcucci

L’avvento dei social network, sta portando, attraverso la rete, alla formazione di un nuovo soggetto collettivo. E’ ormai noto scientificamente come la massa venga facilmente controllata e manipolata dai media, e come attraverso la pubblicità e i format televisivi si possono influenzare le scelte delle persone.

La rete, in quanto mezzo bidirezionale, non permette le stesse dinamiche di controllo, è anzi un medium altamente democratico e garantisce una notevole libertà di espressione e informazioni a tutti gli utenti.

Tuttavia, per quanto ancora  molti pensino il contrario, anche in rete è possibile riscontrare delle dinamiche non del tutto trasparenti. Abbiamo già visto come anche attraverso uno strumento innovativo come Facebook è possibile creare e consolidare abitudini di massa. Tutti quei social-game che richiedono un impegno quotidiano, grazie alla regola del “piccolo piacere in cambio di un piccolo impegno”, possono diventare efficaci strumenti di controllo al servizio dell’economia[1].

Per capire meglio questo concetto prendiamo a titolo di esempio il famosissimo social game Farmville. Tale gioco simula in sostanza la gestione di una fattoria. Il giocatore deve piantare i semi acquistati in un market apposito per poi raccoglierne i frutti. E’ possibile poi comprare degli animali e guernarli per ottenerne prodotti da vendere. e a tempo debito, è addirittura permesso l’acquisto di trattori, case e depositi. Ad ogni operazione riuscita si sale di livello. Ecco cosa scrive un utente a riguardo:

“lo scopo del gioco quindi quello di piantare e raccogliere salendo di livello …..infatti piu pianti e piu potrai salire di livello……quindi organizzati una bella serie di campi…..piu sali di livello e piu articoli potrai comprare…ricordati anche di compiere gli obiettivi che ti danno dei soldi o dei punti….(la medaglia di fianco al market….) all’inizio ricordati d piantare cose che costino poco e ti diano tanto…..tipo le melanzane..”

In Farmville è poi molto importante condividere i propri progressi con gli amici di Facebook:

“come vedrai in basso ci sono degli spazi con scritto neighbor.. sarebbero gli amici ke tu aggiungi su farmville con una semplice operazione….clicca in alto su my neighbor e poi selezioni tutti quelli a cui vuoi inviare la richiesta e aspetti ke accettino…fidati ke i neighbor servono xke con questi puoi ad esempio dal market-expand farm, espandere la fattoria…piu ne hai e piu cose puoi fare…”

La componente sociale è quindi fondamentale. Più amici hai invitato su Farmville a far parte dei tuoi neighbor (vicini), e più sarai in grado di progredire nell’espansione della tua fattoria. La condivisione continua anche fuori da Farmville, infatti i risultati raggiunti nel gioco vengono automaticamente pubblicati nella bacheca del profilo Facebook dell’utente e possono essere oggetto di vanto o scherno. Vi è infine l’elemento più importante di questo gioco, che lo caratterizza ulteriormente e che lo rende a tutti gli effetti uno strumento di controllo. Il fattore tempo:

“fai attenzione che quando pianti qualcosa dopo un po di tempo ti sekka…..quindi guarda sempre quanto tempo ci mette per nascere e raccoglila il prima possibile…”

Per far si che il raccolto non marcisca o si secchi, recando un’enorme perdita economica (virtuale), l’utente deve controllarlo quotidianamente, anche solo pochi secondi, per poter trarre profitto dallo sforzo della semina. Qui si trova la poesia dello strumento. Qualche dato sulla portata del fenomeno:

Farmville ha raggiunto a settembre 2009 i 13 milioni e 400 000 utilizzatori giornalieri e un totale di 82,7 milioni di utenti attivi al mese e 22,5 milioni di fan a febbraio 2010, diventando la più diffusa applicazione Facebook.”

Farmville fornisce un piccolo piacere (di gioco e di condivisione) in cambio di un piccolissimo sforzo (presenza sul sito per controllare il raccolto) a milioni di persone ogni giorno. E’ divenuta un abitudine di massa. Tale abitudine, è sotto il controllo degli autori del gioco, infatti, tali soggetti, possono decidere quanti secondi in più o  in meno, ogni giorno, milioni di persone devono passare di fronte al pc per controllare il proprio raccolto. E’ inutile spiegare oltre riguardo al come questo possa portare enormi benefici in termini di potere economico.

Tali dinamiche, inerenti al concetto di controllo (inteso come influenza dei comportamenti a scopo di guadagno politico o economico) sono a mio parere collegate strettamente al fenomeno nascente della web-massa.

Per web-massa, vorrei qui intendere la maggioranza degli utenti di un social network. Come per la massa reale, il nodo centrale che delinea i confini di tale nuovo soggetto collettivo è l’omologazione. Osservando gli utenti di Facebook, è possibile di sicuro trovare una forma di omologazione manifesta nel sistema “comunicazione”. Si sta diffondendo in maniera incontrollata, una modalità di comunicazione impulsiva, ambigua, e impersonale. Le pagine che si distinguono per un altissimo numero di iscritti (superiore ai 100.000), sono per lo più pagine che creano e diffondono “link interni” (note composte da foto e testo, dove il testo è per lo più una frase d’effetto) che denotano una tendenza verso la proposta di modelli impulsivi e superficiali, come ad esempio il modello dell’uomo vincente. Tali link sono utilizzati, ovvero “postati” dagli utenti, per vari scopi: descrivere se stessi, condividere uno stato d’animo, esprimere un pensiero, commentare una situazione, comunicare con gli altri.

Tale meccanismo, apparentemente innocuo può divenire allarmante laddove tali pagine, fornendo agli utenti dei messaggi preconfezionati con cui comunicare e raccontare se stessi, vanno a minare alla base l’individualità, la riflessione e la creatività. Per ogni sensazione, pensiero, emozione o situazione da condividere, esiste già un link pronto da postare, lo stesso per tutti. I profili della web-massa sono ben riconoscibili: colmi di link impulsivi e news riguardo a risultati di social-game. Tale fenomeno, insieme a quello dei social-game è da considerarsi negativo in quanto distrae la web-massa da un utilizzo costruttivo e intelligente del mezzo.

Internet è un medium evoluto rispetto alla televisione ed ha bisogno di utenti evoluti rispetto a a quelli televisivi. Dobbiamo imparare a prestare attenzione ai mezzi che utilizziamo, conoscerli e non dare per scontato che siano sempre utili ed innocui. Facebook è uno strumento eccezionale per comunicare, organizzarsi su larga scala (pensate alla manifestazione “No Berlusconi Day” che ha portato un milione di persone in piazza ed è stata organizzata solo tramite Facebook), informare ed informarsi (vedi le nuove forme di web-giornalismo e i nuovi leader in tale embito come la pagina “informare per resistere”) ma l’uso che se ne può fare varia di molto sulla scala dell’etica e dell’utilità. Come in tutti gli ambiti, anche in rete è necessario conoscere il campo e le regole del gioco così da poter agire consapevolmente ed evitare di incorrere in nuove forme di omologazione, controllo e marketing, sempre più sottili e irrintracciabili.


[1] Sono numerose le nuove forme di marketing virale e pubblicità alternativa che si possono trovare nel web. Sino a pochi mesi fa, nel social network facebook, l’utilizzo a scopo pubblicitario di gruppi fittizi che con nomi e “messaggi esca” (se non ti iscrivi Facebook diverrà a pagamento, accedi al profilo VIP, etc.) attiravano gli “ignari” utenti, era assai diffuso. Al momento attuale la tendenza è quella di creare account di ragazze e ragazzi bellissimi con foto molto provocanti che richiedono l’amicizia della “web-massa”. Seppur non è ancora chiarissimo ai più il meccanismo di guadagno di tali mezzi, possiamo asserire con tranquillità che queste tecniche sono molto efficaci, e chi le adotta, dimostra di essere conscio del fatto che la rete è in continuo aggiornamento (beta perpetual), che la rete segue un’evoluzione quotidiana.

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