LA DEMOCRAZIA DIRETTA E’ INGESTIBILE

DI GIANPAOLO MARCUCCI

DEMOCRAZIA INGESTIBILE

Ognuno conta uno!” “Potere ai cittadini!” Mai più deleghe!” Tutti questi sono slogan oggi molto diffusi tra i movimenti che in tutto il mondo cercano di diffondere il concetto di democrazia diretta, una forma di governo all’interno della quale, eliminata la figura del rappresentante politico, tutti possiedono la facoltà di proporre direttamente iniziative che tutti hanno poi il diritto di votare.

Il modello pare funzionare e in alcuni paesi, come ad esempio la Germania, la Svezia o l’Islanda, è già utilizzato con successo. Nonostante questo sono in molti ad essere scettici nei confronti di tale modalità di governance, soprattutto in quanto secondo il principio della democrazia diretta, il concetto di delega a cui siamo legati viene messo fortemente in discussione. Mentre infatti basiamo oggi il nostro sistema di rappresentanza politica su una una forma di delega molto forte – io delego te politico a decidere riguardo a tutti i temi importanti della mia vita come la salute, l’educazione, i ritmi di lavoro, etc. per una durata di X anni – la proposta dei sostenitori della democrazia diretta è quella di utilizzare una delega leggera, revocabile e limitata nel tempo e nel suo spazio d’azione. E’ vero infatti che “ognuno conta uno” ma questo non vuol dire che se, ad esempio, un cittadino non ha le competenze in ambito economico debba necessariamente essere chiamato a votare per tutte le questioni riguardanti tale ambito. Se si presenta una situazione del genere questi potrà delegare, solo per le questioni legate all’economia, una qualsiasi persona che conosce e in cui ripone fiducia, con cui può parlare e confrontarsi in qualsiasi momento (non un politico sconosciuto e distante), ad esprimere per lui le preferenze in tale ambito, per un periodo limitato non dalla legge ma dalla propria volontà.

Infatti in questo sistema la delega, come può essere data a chiunque e in qualsiasi momento, in qualsiasi momento può essere tolta, magari perché si sono acquisite le competenze prima mancanti o perché si ha più tempo o semplicemente perché non si è rimasti soddisfatti delle decisioni prese dal delegato. La delega dunque non viene eliminata ma riformulata. La democrazia diretta, vista sotto questo punto di vista, non risulta essere un’enorme e confusionaria assemblea in cui tutti gridano gli uni contro gli altri per difendere e alimentare ognuno il proprio guadagno personale come alcuni temono, bensì appare proprio come un sistema altamente efficiente ed organizzato all’interno del quale ciascun membro, attraverso la rete può esprimere il proprio parere su ogni proposta di legge che lo riguarda (locale, nazionale e sovranazionale) e soprattutto può proporre lui stesso iniziative, leggi o referendum. Un sistema, quindi, tutt’altro che ingestibile che insieme all’evolversi della rete verso l’intelligenza collettiva e il diffondersi della consapevolezza risulta essere pieno di potenziale democratico! E allora informiamoci su cos’è la democrazia diretta e cominciamo a pretenderla usando tutte le armi a nostra disposizione; perché  la partecipazione alla vita politica non è un lusso ma un nostro diritto e un nostro dovere!

Ingrediente di una democrazia diretta e partecipata è una delega consapevole e limitata. Gianpaolo Marcucci

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