La Signora e le due Scelte

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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Oggi ero appoggiato ad una colonna ed ero triste perché avevo discusso.

Ad un certo punto vedo una signora davanti a me. È seduta su una macchina aperta, al posto del passeggero, coi piedi fuori dall’auto e delle buste della spesa in mano.

La guardo.

È assorta in pensieri di sofferenza. Chiusa. In un loop. “Anche io” penso.

Così rifletto: “Facciamo qualcosa per questa signora!
Ma cosa, che io sto messo come lei?”

“Non lo so cosa, ma facciamolo.”

Un po’ timido mi scosto dalla colonna e poi mi decido:

“Signora ha bisogno di qualcosa?”

Lei mi guarda e sorride. Per un attimo rimane in silenzio.

“Grazie, sto aspettando mia figlia.”

Le sorrido e torno alla colonna.

Che cosa è successo?
Io le ho appena dato qualcosa. Qualcosa che non pensavo di avere.

Ero triste e chiuso e anche lei. Eravamo uguali. Io ho fatto un passetto verso di lei, un sorriso, una cortesia. Io l’ho considerata e le ho detto che per me lei esisteva ed era importante.

Quando me ne sono andato dopo qualche minuto lei mi ha sorriso e mi ha salutato. Come se per un attimo ci fossimo conosciuti. Mi ha dato qualcosa anche lei, mi ha ringraziato. E per me è stato tanto, così tanto che ho dimenticato anche la discussione di prima e sono stato più sereno.

Prima di scambiarci questi piccoli gesti, impercettibili magari, eravamo entrambi in un guscio dal quale entrambi pensavamo non si potesse uscire. Poi io senza voler guadagnarci nulla e senza avere nulla da darle mi sono avvicinato ed è cambiato tutto.

Ieri ero alla lezione con Marco che sapete tutti essere la figura che seguo come maestro. Nella scuola che sto seguendo lui ieri mi ha chiesto di svolgere un compito di alto livello: Aiutare un amico in difficoltà.

“Io non sono capace ho pensato” così durante la lezione ho fatto una domanda:

“Ma come posso aiutare una persona che è nelle mie stesse condizioni?”
Per intenderci: come faccio a salvare uno che sta annegando mentre annego anche io? Non faccio peggio?

La risposta di Marco è stata:
“Tu lo puoi aiutare insegnandogli la volontà di uscire dalle difficoltà. Ci state tutti e due nel pantano, ma se te decidi che ne vuoi uscire puoi andare da lui e dirgli: ehi, siamo tutti e due così, che facciamo? Restiamo così altre 6 vite? O ci tiriamo fuori?”

Oggi ho capito che significa. Ed ora vado dal mio amico ad aiutarlo. Come non lo so, ma vado.

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