Esistono gli Spiriti?

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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Spiriti, Demoni, Canalizzazioni, Angeli, Alieni telepatici…
Quando si intraprende un percorso spirituale si incontrano moltissime persone che sostengono di avere visto, udito, percepito, canalizzato e/o incarnato entità che non si direbbero essere di questo mondo, del mondo materiale. Mi piacerebbe molto che si facesse chiarezza su questo argomento.

Prima del mio primo risveglio pensavo categoricamente che tutte queste entità non potessero in alcun modo esistere e fossero solo deliri della mente conditi di qualche favola antica. Non vorrei dire che da allora mi sono ricreduto, adesso però tratto l’argomento con un rispetto e un interesse diverso.

Secondo me funziona così:

Dal punto di vista dell’Ego, che è attualmente il mio, quello di tutta l’umanità non risvegliata, esperire stati di consapevolezza differenti è possibile. Vi sono stati di consapevolezza che sono decisamente al di fuori dell’Ego e della mente/volontà individuale, stati di estasi benefica in cui la percezione è in festa e non c’è il pensiero ad interferire con la realtà. In questi stati è possibile vedere cose che prima non era in alcun modo possibile vedere. In quanto stati, essi esistono nel tempo, non sono permanenti, “non puoi metterci la tenda” mi ha detto proprio ieri Marco mentre ero in uno di questi splendidi luoghi. Esistendo nel tempo finiscono e dopo essersi manifestati (o per meglio dire dopo che noi ci siamo aperti a questi stati più veri e profondi dello stato ordinario di coscienza che tutti conosciamo), essi lasciano spazio nuovamente alla mente soggettiva, con le sue strutture, le sue interpretazioni, le sue manie di mettere tutto in cassetti, di rubacchiare qua e la per potersi fare bella in futuro, per avere una teoria coerente, etc. Quando questo accade, lo stato di consapevolezza pulito non c’è più e ne rimane il ricordo. Tali esperienze sono uniche e fortissime, parliamo di qualcosa che se sperimentata può cambiare radicalmente la vita di una persona e la sua scala di priorità in maniera irreversibile. Quando una di esse viene reinterpretata dalla mente, il pensiero, che può solo elaborare idee e concetti, la rende, in base al conosciuto, un qualcosa di plausibilmente “incasellabile”, ragionevole: c’è chi crede nell’aldilà e pensa di aver parlato con un parente defunto, chi crede di esser stato rapito da un alieno buono (o cattivo) che gli ha rivelato i segreti dell’universo, chi in quanto credente ha parlato con Dio o ha visto un angelo, chi ha ascoltato la natura, chi è diventato parte del tutto indivisibile, chi si è illuminato e così via.

E’ in questa fase di reinterpretazione che possono nascere, come frutti della mente, tali entità, dal voler spiegare qualcosa di inspiegabile, portare con sé qualcosa di immobile, capire qualcosa di incomprensibile.

Il messaggio di molte di queste persone, se viene analizzato, risulta spesso coerente col messaggio dei grandi maestri e delle dottrine spirituali più profonde, la cornice però all’interno della quale lo si inserisce, è una cornice impura, interpretata.

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