LE 5 COSE (CONCRETE) DA FARE PER FAVORIRE IL RISVEGLIO

DI GIANPAOLO MARCUCCI

PREMESSA: se pensi che siccome hai capito un concetto che dice che già sei risvegliato allora sei proprio davvero risvegliato, se dici a gran voce che siamo tutto uno ma soffri quando muore tuo figlio, se dici: “non c’e nessuno che ricerca” ma stai ricercando, insomma, se dici di essere fuori da Matrix ma tutti vedono che a dirlo è il personaggio dentro Matrix, stai vivendo nella confusione, sei caduto in una di quelle che si definiscono “trappole dell’Ego”, vivi un inganno della mente, la stessa mente che dici di non sapere di avere.

La condizione di partenza dell’uomo è una condizione di identificazione col personaggio chiamato Ego, che vive nel tempo, che è dentro a un corpo, che muore, che sperimenta, che vive le emozioni, fa i pensieri, è autore di cambiamenti nella realtà, è separato da tutto e si sente solo, confuso e impaurito.

La prima cosa da fare se si vuole uscire da questa condizione È RICONOSCERE CHE SI E INVISCHIATI IN ESSA SENZA APPARENTE VIA D’USCITA. Ci si può distrarre attraverso il piacere, ma più ci si avvicina alla profondità del proprio Ego e più si vede senza difficoltà che nessun piacere è sufficiente a colmare il vuoto che sentiamo (quando ci muore un figlio sotto un camion davanti agli occhi, non c’è sapore prelibato, sensazione, droga, rapporto sessuale, musica, film, evasione della mente che ci distolga dalla sofferenza e miseria di cui, in quanto Ego, è fatto il punto di vista individuale).

Questo però non vuol dire, che non c’è uscita da Matrix. Esistono individui risvegliati, maestri, profeti, figure illuminate, che sempre più forte lanciano un messaggio di speranza e amore: l’Ego che credi di essere, non esiste, tu sei Amore incondizionato, piena sicurezza, unione e non separazione, eternità e non morte.
Come è possible dal punto di vista dell’Ego raggiungere tale livello di consapevolezza, completezza e benessere interiore? In assoluto non è possibile. Non è possibile illuminare l’Ego (l’Ego è un ombra, illuminata scompare, non c’era mai stata, era assenza di luce). E’ possibile però svegliarsi dal sogno di separazione che stiamo facendo e vedere che non siamo l’Ego.

Questa era la premessa per coloro che nel percorso spirituale inciampano in false consapevolezze di illuminazione. Vediamo ora insieme come possiamo, praticamente, favorire questo risveglio migliorando il nostro approccio alla vita quotidiana:

1. Ritagliati il tuo tempo

Rilassati. Elimina i mille impegni che hai, o almeno alcuni di essi e ritagliati degli spazi completamente tuoi. 2 ore al giorno ad esempio, in cui spegni il cellulare, vai nella natura e semplicemente “non fai niente”. Niente di programmato. Rifletti, osservati, guarda come sta andando la tua vita. Ti piace? Sei felice? Fai nascere in te la volontà di uscire dalla gabbia dell’Ego una volta vista anzi che abbellirla con i fiorellini (il piacere delle vacanze una volta al mese dopo un anno di lavoro, l’uscita il weekend, la sigaretta). Passeggia, siediti, guarda gli alberi, abbracciali se ti va, fai una cosa folle: sdraiati sull’erba mentre piove e guarda il cielo. Prenditi uno spazio quotidiano in cui non far entrare nulla, in cui ci sei solo tu, e osserva chi sei, come sei fatto, prendi confidenza. Senza tale spazio non potrai nemmeno cominciare a vivere e verrai trasportato dagli eventi in cui inciampi (lavoro, matrimonio, figli) fino alla morte senza aver mai scelto, senza aver mai controllato se quella vita che stai vivendo ora era quella che volevi o era quella che qualcun altro voleva per te. 2 ore al giorno sono anche poche, è un inizio per chi è molto impegnato, se ne hai la possibilità prendi più tempo ancora, ogni giorno, riduci i tuoi vincoli e creati lo spazio per poter in ogni momento mettere in dubbio tutta la tua vita.

2. Dubita di tutto

Dubita, di ogni cosa. Ogni cosa che vedi e che senti, ogni cosa che ti dicono. Dubita sopratutto di ogni cosa che dici! Dubita di ogni tuo pensiero, delle tue emozioni, dubita di tutto, perché dovresti credere senza osservare? Scoprirai che tutta la tua vita passata fino a quel momento era stata solo un racconto a cui hai creduto e da li comincerai a vivere in prima persona. Adotta un atteggiamento dubitativo verso tutto ciò che percepisci, ovvero verso tutta la mente che credi sia tua. ATTENZIONE: dubitare non significa guardare con sospetto. Guardare con sospetto significa guardare con pregiudizio, dovresti dubitare di quel pregiudizio, di quella valutazione negativa. Dubita di tutto significa “osserva senza giudicare”. Per favorire questo atteggiamento, riduci al massimo i tuoi vincoli: mutui, relazioni ad alto consumo di energia, etc. Se non lo fai, tali vincoli si porranno tra te e il dubbio e genereranno sofferenza. Non è un male comunque, dopo un po’ ti stancherai di soffrire, prenderai gusto nel dubitare, nell’osservare, e li ridurrai.

3. Non guardare gli altri, guarda te stesso

Non restare invischiato nel tranello della colpa e della separazione. Non occuparti degli altri. Tutto ciò che vedi in loro è un significato che è già dentro la tua mente. Se vedi egoismo, c’è egoismo in te, se vedi dolore, c’è dolore in te, se vedi paura, c’è paura in te, se vedi felicità, c’è felicità in te, se vedi bellezza, c’è bellezza in te. Tu percepisci con la mente e la realtà non è intermittente quindi tutto ciò che percepisci, anche se ti sembra che lo percepisci solo adesso e non prima, è sempre stato li, non viene da fuori, non ti viene iniettato da un altro. Usa ciò che vedi per sintonizzarti su quello che nel presente stai credendo vero di te. Solo così, se non ti piace, potrai cambiarlo. In questo processo aiutati col perdono, perdona gli altri, usa il perdono sugli altri per perdonare te stesso.

4. Medita

La meditazione è uno strumento utilissimo per portare la mente al silenzio. La chiarezza arriva solo dove c’è una mente silenziosa. E’ un invito a Dio. Semplicemente trova una posizione comoda, rilassata e poniti in osservazione. Cosa succede? Cosa percepisci? Il corpo, le varie parti, il suo peso, la sua temperatura, la sua vibrazione. I pensieri, le idee, osservale, senza seguirle e entrarvi dentro, senza giudicarle. Le emozioni, le sensazioni, quali ti pervadono? Osserva tutto, senza giudizio, anche solo per pochi minuti ma senza giudizio. Cercati, cerca chi sta cercando, cerca l’osservatore di tutto, cerca l’autore dei movimenti del tuo corpo, dei tuoi pensieri, delle tue emozioni. Vedrai che si apriranno porte su mondi che non ti immaginavi potessero esistere e potessero essere così veri e profondi, così salvifici. Mantieni questa modalità per quanto più tempo puoi, durante la giornata, mentre fai la spesa, mentre cammini, mentre lavori: osserva tutto quello che fai e che pensi, tutto quello che accade, senza giudizio. La meditazione non è solo stare seduti 20 minuti ad occhi chiusi, è una modalità che puoi sfruttare in ogni momento per rendere silente la mente e lasciare spazio all’infinito.

5. Non attaccarti alle esperienze meravigliose che fai durante il tuo percorso

Se farai tutto quello che è stato scritto, incontrerai nel tuo percorso esperienze di estasi e beatitudine così belle da divenire le tue nuove divinità. In questo senso: UCCIDI IL BUDDHA! Goditele a pieno nel presente ma non cercare di farle tue, di portartele via. Non sporcarle trasformandole in un ricordo da far ritornare, in un quadro da appendere e davanti al quale pregare. Vivi da esploratore, le esperienze belle e le esperienze brutte sono comunque esperienza, sottintendono una mente, un tempo, un punto di vista. Non sei ancora arrivato a casa, ricorda: non si può arrivare a casa, ci sei già. Quando dopo un momento di estasi vedi di nuovo il mondo tinto di nero, non impegnarti a ridipingerlo tutto di bianco come era il tuo ricordo, impara a pulire i tuoi occhi, si erano solo sporcati.

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