LA SETTA DELLA NONDUALITA’

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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Una bizzarra moda dilaga negli ambienti spirituali e si diffonde sul web a macchia d’olio in questi giorni: La moda della nondualità.

Se non sei fuori dalla ricerca, se non dici anche tu che tutto è uno, che non esiste nessuno che sta leggendo adesso, che tutto semplicemente accade, se non ripeti anche tu il mantra della nondualità… beh tesoro sei out! Sei troppo nel mentale!

Il messaggio che porta questo movimento relativamente fresco, conosciuto come neo-advaita (o pseudo-advaita), nella sua natura è corretto. È vero in senso assoluto che non esiste l’individuo come è vero che tutto ciò che esiste è “niente”, niente di definito, niente di circostanziato, niente di psicologico ma i portatori di tale messaggio lo hanno compreso o stanno ripetendo un copione?

“Rumi dice: “Bussando alla porta, si apre.
Stavo bussando da dentro”.
Siamo gia’ dentro come Verita’ stessa,
ma nella nostra mente immaginiamo di essere fuori.
E’ abbastanza sapere che sono dentro?
Aiuta, ma non e’ abbastanza.
Quando anche la dualita’ che sono dentro o fuori e’ trascesa,
quando c’e’ contentezza ed equanimita’ in ogni stato mentale
– sei a casa.”
(Mooji)

Nella nostra mente immaginiamo che la realtà sia duale. Crediamo esista il tempo, soffriamo se muore il nostro partner o nostro figlio, se ci licenziano, persino se qualcuno ci offende verbalmente. Non esaltiamoci, restiamo calmi, non esiste un individuo che non prova queste cose, L’INDIVIDUO È QUESTE COSE, tu che leggi sei queste cose. Viviamo in un’epoca in cui il 99,9% della popolazione vive la dualità, e allo stesso tempo in cui grazie alla rete, la verità sulla nostra natura nonduale sta emergendo sempre di più dalle parole dei maestri di tutto il mondo. Ascoltiamo quello che tali benedizioni, tali parti illuminate di noi, tali maestri risvegliati hanno da dirci. Ascoltiamo, senza subito fare le squadre dei buoni e dei cattivi, dei duali e nonduali, dei risvegliati e dei mentali, prendendo quattro concetti che ci fanno comodo e usandoli per costruirci un’immagine di noi più tollerabile di quella che avevamo prima. Quello è ciò che la chiesa ha fatto con le parole di Gesù.

Attaccarsi ad un concetto (di nondualità per esempio, o di banana) e farlo proprio, NON HA NULLA A CHE FARE con il risveglio, con il contenuto stesso del messaggio che a parole viene sventolato come una bandiera. Non è un danno, è un gioco, ma non si dica che riguarda davvero la nondualità perché nell’attività di sostenere una tesi, difenderla e crederla vera, risiede il nocciolo primo di ogni dualismo: la separazione tra la tesi e chi la sostiene, difende, crede vera.

Il piacere che chi si attacca a tale concetto prova nel trovare persone che “la pensano come lui” e il fastidio nel trovare invece un eventuale contraddittorio difficile da gestire, sono lo stesso piacere e lo stesso fastidio del tifoso della Roma che parla della partita appena conclusa, compiaciuto con i suoi compagni tifosi della Roma e indispettito con i tifosi della squadra avversaria. L’etichettare come “mentale” l’attività di farsi domande (il bussare di cui parlano sopra Mooji e Rumi), ovvero l’unica attività che può mettere in dubbio tale castello di concetti, equivale all’etichettare come “eretico” colui che va contro il codice della santa inquisizione. Le dinamiche sono le stesse di una setta e sono le dinamiche in cui l’ego sguazza più agevolmente e in sicurezza perché sa che, in un modo o nell’altro, così facendo non si parlerà mai di lui.

La strada utile è quella inversa: è amando e comprendendo tutte le parti di sé che ci si risveglia all’assoluto, è amando e comprendendo la dualità che si elimina ogni separazione. Oppure è possible concepire che la non dualità “non-comprenda” la dualità? La nondualità comprende tutto, non esclude nulla.

Se la tua filosofia esclude qualcosa, se tu escludi qualcosa, osservalo, medita a riguardo, vedrai che ad essere escluso era solo il tuo vero sé. Se soffri, hai paura, credi nel tempo, credi di essere un individuo nato da un utero e che morirà, se fai anche solo una di queste (e si possono fare solo tutte insieme) stai SEMPRE escludendo qualcosa, non stai ascoltando te stesso.

Non esiste alternativa alla ricerca, con la mente puoi solo cercare e questo non è affatto un male perché è solo cercando che ti risveglierai, è solo bussando alla porta che ora credi ti stia separando da casa tua che scoprirai che a bussare eri tu dall’interno.

Viviamo quello che sentiamo dentro di noi e partiamo da li, ascoltiamo le parole dei maestri che abbiamo in noi e fuori da noi, entriamo in quello che vogliono dirci davvero, in profondità, emotivamente, non al livello dei concetti bellissimi a cui ci attacchiamo e che ci fanno sentire superspirituali. Questo è il consiglio che mi sento di dare col cuore a tutti coloro che amano essere felici e che sono stufi del dolore.

Poi per carità, siamo tutti liberi, va bene anche così, aggrappiamoci al mantra…anzi perché no, ripetete con me:
siamo tutti nonduali, non esiste la ricerca, non esisto io…è tutto già perfetto…mh…certo quello che prima mi ha tagliato la strada però esiste ed è proprio stronz…no scusate, quello è una parte di me che si è manifestata e mi ha tagliato la strada nel mio sogno e ogni cosa del mio sogno è qui per dirmi qualcosa…ma dirlo a chi però, e comunque cosa vorrà dire? Boh vabbè ricominciamo, tutto è uno, tutto accade…certo però era proprio stronzo, ed era anche una parte di me…una parte stronza…mh…questa non dualità non è che mi piace più tanto, va a finire che qua lo stronzo sono io…proverò con lo yoga…e 1 e 2 e 3 e 4…

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