SONO DENTRO AL TUO CUORE

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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Oggi, nel giorno in cui meno me lo aspettavo, ho avuto un incontro profondissimo.

Vado a meditare ad una fonte di acqua sulfurea non lontano da casa. Dopo molti tentativi di meditazione falliti provo una preghiera, non lo faccio mai:

“Dio mi affido a te, dammi la tua pace”

La ripeto più volte ma non succede nulla così mi metto a riposare e mi addormento dolcemente al sole.

Sulla strada del ritorno, di fronte alla macchina, prima di rientrare a casa, sento che non è finita. Questo posto deve ancora dirmi qualcosa. Giro la testa e vedo che Il cielo mi sta chiedendo di rimanere li e aspettare che il sole se ne vada completamente. Ci sono dei colori che qui io non avevo mai visto. L’ultimo visitatore mi saluta mentre l’arancione riflesso diventa viola; sono da solo ora.

Va bene, accetto l’invito, richiudo la macchina e mi rivolgo completamente al cielo. Ora qui è deserto, non c’è nessuno, solo lo spazio immenso delle colline intorno a me. Passano pochi secondi, la mente è più pulita e subito mi pervade una pace così accogliente, così leggera e rassicurante, ma così bella amici miei che non si può raccontare, come fosse fatta della sostanza della libertà di un cane che corre in un prato senza confini, come la carezza di una mano grande quanto tutto il mio corpo.

“Te l’ho chiesta due ore fa e me l’hai mandata”. Mi rivolgo a qualcuno che non sono io ma che sento presente con forza. La pace, gliel’ho chiesta prima, eccola, che bella. Per quanto è bella ti riprego. Guardo il cielo che sembra un quadro e le fronde di un alberello che lo penetrano.

Mi inginocchio, arriva un’altra onda, parlo ad alta voce: “Oh Dio! Ma io sono dentro il tuo cuore!”

Non ci siamo mai capiti, qui non è da pregare un albero o un cielo, qui è tutto cuore! Quella spiga laggiù, quel sasso, quella fontana rumorosa. Io sto dentro al tuo cuore. Che stupore, che gioia, che senso di protezione immensa, calda. Sono dentro a un cuore grandissimo.

“E quindi è così che è fatto il tuo cuore!”.

E vedo gli alberi, le montagne e vedo tutto, tutto “tu”, non lo so come si dice. È commovente quanto è bello. E’ bellissimo, è la cosa più bella che io abbia mai visto ed è sempre stata sotto ai miei occhi. E’ impossibile farsi male qui. Come si può? Come possiamo farci male dentro a un cuore così bello? Come possiamo farci male dentro al cuore di Dio?

Devo sicuramente sbagliarmi io nel guardare ogni volta che soffro.

Come pero? Ci può essere lo sbaglio dentro al cuore di dio? È permesso lo sbaglio? Mi sono forse smarrito in te? Mi sono forse perso nel tuo cuore così immenso? Nel “mio” cuore dici? Non ci credo, questo è un pensiero raffinato che fila ma questo cuore non è il mio, è il tuo.

Rispondimi, perché sono qui? Perché sono qui a forma di uomo nel tuo cuore?

Per vedere questa bellezza? Certo che è bello, certo che sei bello, bellissimo, mi fai commuovere di gratitudine per quanto sei bello. Ma non è per questo, già la vedevi la tua bellezza, tua hai creato gli occhi delle aquile, non ti servivo di certo io per vederti. Già ti vedevi. Perché sono qui, io dico, io personalmente non gli esseri umani, io proprio, io adesso, perché sono…?

“È un regalo.”

Mi esplode dentro questa frase. Ma proprio oggi che è Natale, proprio oggi?
ahahahahahah alla faccia del regalo.

“È un regalo, si chiama vita, facci quello che ti pare.”

Era un regalo.

Grazie

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