HO LE PALLE PIENE DELLA NONDUALITÀ (c’è un qualcuno con le palle piene? si io!)

DI GIANPAOLO MARCUCCI
 
palle
Mi chiamo Gianpaolo è ho un problema: la nondualità di tutti quelli attorno a me.
 
Comunico quotidianamente per lavoro con decine e decine di persone che frequentano più o meno assiduamente gli ambienti spirituali (io sono nuovo, appena arrivato). Ci vediamo, ci scriviamo, ci sentiamo, ci skyppiamo di continuo.
 
So che chi legge per la prima volta questa parola dice: “ma di che sta parlando questo?”… Bene dovete sapere che se oggi vivi in Italia e frequenti gli ambienti spirituali, c’è una regola alla quale ti devi attenere, pena l’esclusione e il linciaggio in pubblica piazza: devi essere nonduale.
 
Non è uno scherzo, se non sei nonduale, se in te c’è un qualcuno che parla mentre stai parlando (mi sale il nervoso solo a riscriverlo) allora era meglio che quel qualcuno era ebreo durante l’olocausto, oppure negro a cena con Salvini… perché preparati..stai per essere messo alla gogna dalla Gestapo spirituale.
 
Ma andiamo per gradi.
 
Il termine (non termine) “nondualità” viene dalla parola Advaita che significa appunto “non duale” unico, indivisibile. La filosofia Advaita è la famosa filosofia del “tutto è uno”. Una figata in realtà, una filosofia estremamente profonda e pertinente che consiglio a tutti coloro che non l’hanno ancora mai approcciata. Potremmo dire che è “la filosofia” e che se la comprendi, col cuore…SE LA VIVI sei arrivato al capolinea di ogni dolore, sei in paradiso.
 
Il mio problema non sta nel termine, nella filosofia, come potrebbe? Il mio problema sta…mo lo dico…oddio che faccio lo dico?…ma si ormai…nelle persone che ne parlano a sproposito.
 
È un’ossessione, nell’ambiente spirituale sono tutti nonduali, tutti divini, tutti già realizzati e soprattutto tutti già consapevoli che “tutto è uno” e che non c’è un individuo (il famoso qualcuno) dentro al corpo, che ogni cosa semplicemente “accade”.
 
Allora…va bene, potremmo anche passare che tali frasi siano vere (anche se comunque fanno acqua da tutte le parti persino razionalmente perché se esiste qualcosa che accade esiste un punto di vista e quindi un qualcuno che esperisce tale accadere…in sostanza, la sofferenza è colui che soffre, non sono scissi…) quindi ok dai, senza fare i puntigliosi, passiamole pure come vere razionalmente…ma tu che le ripeti fino alla nausea a seconda del contesto che più ti fa comodo…LO SAI CHE SONO VERE?
 
Se persone come Mooji, Tolle o Avasa o altri risvegliati meno famosi mi dicono che non esiste l’individuo e non c’è un qualcuno, io riconosco che loro vedono quello che stanno dicendo e non stanno facendo sterile filosofia e… primo: mi piglia un colpo, secondo: mi ci incazzo perché è l’opposto rispetto a ciò che sento quotidianamente, terzo: vado sulla collina e ci medito 4 ore, (parlo di cose reali che accadono e che faccio) e magari capita pure che arrivo vicino a quella visione.
 
Esco a meditare quotidianamente, vivo accanto ad una guida spirituale risvegliata, comprendo perfettamente di cosa si sta parlando, ma non direi mai con leggerezza che non c’è nessuno, che tutto è non duale etc. Ma che senso avrebbe dirlo se non lo vedo?
 
Io lo vedo che soffrite, vedo che avete paura, vedo che credete di essere nel corpo, vedo che credete che esiste il tempo e la separazione. Si vede, dal comportamento, dalle espressioni del viso, dal tono della voce. Si vede, lo sanno tutti, glielo chiedi al pescivendolo: scusi secondo lei quella persona crede di esistere? Si, ti risponde si anche il pescivendolo, e con cognizione di causa.
 
La situazione è questa: 5 persone nel mondo vedono qualcosa di opposto a quello che vede la restante popolazione (ho messo un numero a caso magari nel 2016 sono 80, 80 in tutto il mondo intendo non in Abruzzo), potremmo dire che sono risvegliate queste 5 persone, e gli altri ripetono, a pappardella le parole che hanno ascoltato da questi 5, rinnegando se stessi, quello che sentono, quello che vivono, rinnegando proprio quell’interiorità alla quale i 5 di prima, i 5 che tutti seguono e adorano, hanno invece sempre dato ascolto, sino all’ultima parola di ciò che quel cuore doveva dirgli per poi giungere al risveglio.
 
Amico non duale in confidenza, ora che lo sfogo è finito e ci beviamo insieme un te verde biologico senza zucchero bianco che ci piace così a tutti e due:
Non è utile, se soffri, dire che non c’è un qualcuno.
 
Se soffri, c’è un qualcuno che soffre, cercalo, parlaci, amalo, perdonalo, poi magari viene fuori che non esisteva e tutti ci facciamo una risata ma…magari anche no…e in tutti i casi, assumere la non esistenza di un drago che crediamo vero e di cui siamo terrorizzati ha un nome e non è nondualità….è schizofrenia
 
Altro che tutt’uno con Dio e lo spirito, qui c’è prima da tornare umani. Torniamo umani, tutti insieme. Partiamo dalle piccole cose che ci interessano davvero.
 
Io conosco un posto dove nessuno ha colpa se non è nonduale, nessuno è stupido se non è nonduale, nessuno è non risvegliato se non è nonduale, nessuno è escluso dai giochi se non è nonduale, nessuno è out se si fa le domande, se è nella ricerca…
 
Da quel posto parto ogni mattina per andare sulla collina dove dimora il mio cuore. A volte ce lo trovo, a volte c’è solo la collina, così mi metto li e guardo il tramonto, da solo, senza il cuore, tanto so che poi torna sempre.
 
Gianpaolo

2 Pensieri su &Idquo;HO LE PALLE PIENE DELLA NONDUALITÀ (c’è un qualcuno con le palle piene? si io!)

  1. Hai dato voce in modo meraviglioso a un mio sentire. Quante volte io stessa ho corso il rischio di cadere nella tentazione schizofrenica di cui parli! Rarissime volte, fino a questo momento, ho sperimentato il senso di Unione profonda, la Verità. Non l’ho cercato: è accaduto da solo, e mi ha abbracciata come una grazia ricevuta. In tutti gli altri momenti, sono ancora convinta che esista “qualcuno” che pensa, sente, gioisce ecc. Questa convinzione talvolta vacilla, e quando vacilla, mi sembra di camminare sul ciglio di un precipizio. Un altro passo ancora…e vado giù, oppure dispiego le ali e finalmente volo. Un abbraccio

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