CONFESSIONI DI UN BAMBINO DIVENTATO ADULTO

di Gianpaolo Marcucci
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C’è qualcosa di cui ti preoccupi che non ti sia stata insegnata da qualcuno? C’è qualcosa di cui ti curi che non viene da ciò che credi esser fuori da te?
Quando ero bambino non c’era fuori e sentivo le emozioni come un unico campo esteso. Se un altro bambino piangeva io piangevo con lui e poi ci calmavano insieme, senza pensare, con naturalezza, come si muove un braccio, come corre un lupo, come cresce un arbusto.
Quando ero bambino non avevo ancora deciso chi essere e da cosa difendermi.
Quando ero bambino mi scorreva la vita dentro, diretta e forte. Non c’erano cose da fare, scelte da compiere, tutto si srotolava naturalmente e tutto era sorprendentemente unico e meraviglioso.
Quando ero bambino mi è stato chiesto di preoccuparmi di qualcosa. Io non capivo perché, non ne capivo il senso, ma ho accettato quegli stimoli, perché sembravano tutti soffrire così tanto se io nn diventavo come loro volevano.
Ora non sono più un bambino sono diventato grande, un grande insieme di risposte automatiche agli stimoli esterni.
Ora non sono più un bambino, ho perduto l’innocenza e lo stupore eterno. In cambio ho ricevuto uno schema, una regola da seguire, una sicura gabbia che mi protegge dalla libertà di quel bambino che ero.
C’è pericolo a tornare bambini? C’è pericolo ad essere sempre freschi e vivi? A me ora un po’ spaventa lasciare la gabbia, ci ho passato molti anni, a voi non spaventa la libertà di un bambino?
Si, ci spaventa non seguire uno schema, non essere qualcosa di definito, che a dato stimolo ha data risposta. Sarà monotono, ma sembra, ci è sembrato così privato, così sicuro.
Chissà se esiste la scelta di seguire la paura di uscire dalla gabbia o la nostra naturale voglia di libertà oppure se tutto va al suo posto col tempo.
Tempo fa mi sono affacciato una volta fuori da me e sono tornato bambino, senza colpa, innocente. Da quel giorno ho iniziato una nuova vita alla ricerca di qualcosa di profondamente lontano e profondamente familiare, qualcosa che è convenzione chiamare spirituale, me lo immaginavo tutto diverso, me lo immaginavo mistico e fantascientifico e invece era più come tornare a casa, togliersi un peso, era più come un gioco, come riscoprirsi innocenti. Mi piacerebbe che la mia vita fosse pura come quel momento, come quando ero bambino e mi piacerebbe che anche la vostra fosse così.

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