LA MANCANZA

di Gianpaolo Marcucci

Esiste solo un mondo e in questo mondo non esiste mai la mancanza.

Con la Mente è possibile immaginare un altro mondo, non reale, porci l’attenzione e crederlo vero. 

In questo mondo immaginato, proiettato nella mente, la mancanza esiste sempre, ne è la base, la sorgente. La proiezione nasce dalla mancanza, la mancanza di attenzione verso la realtà intera.

La mancanza esiste dunque solo nel mondo proiettato dove esiste sempre e non può essere colmata. Non può essere colmata in quanto colui che la sente vive nel mondo proiettato e pensa di colmarla attraverso il mondo proiettato. Tuttavia esso, il mondo dell’Io, il mondo che tutti conoscono e in cui credono di vivere oggi, nasce ed esiste in quanto conseguenza immaginata della mancanza, la mancanza di attenzione. In quel mondo tutto è mancanza.

Prima viene la volontà di mancare di attenzione la realtà.

Poi viene creata la proiezione.

Nella proiezione viene esperita mancanza.

Tale mancanza indica la sorgente, l’uscita dalla proiezione.

Nella ricerca vana di soddisfazione di tale mancanza sta il proseguire del proiettare.

Nell’ascolto profondo della mancanza senza colmarla risiede lo svegliarsi dalla proiezione

La mancanza non è la mancanza dei tuoi genitori (e quindi del mondo esterno e di tutti) verso di te.

La mancanza è l’esperienza stessa della proiezione, l’esperienza della tua mancanza di attenzione verso il mondo vero.

La mancanza è il ponte tra i due mondi, quello proiettato e quello vero.

La mancanza non è da colmare, è da ascoltare sino

CHIEDERE ATTENZIONE CORRISPONDE A NON ESSERE ATTENTI

Di Gianpaolo Marcucci

Ogni volta che chiediamo attenzione, non siamo attenti. L’attività della richiesta di essere visti parte essa stessa dalla mancanza di attenzione.
Essere attenti significa contenere nell’attenzione ogni cosa. Significa vedere tutto.

Vedere non è un’atto svolto da qualcuno, che può essere parziale o variabile, bensì un essere/vedere unico e impersonale, non soggettivo e sempre completo.

Questo vedere è precedente all’attenzione e non subisce mai mancanze.
Il mancare attenzione o il sentir mancare attenzione, coesistenti allo stesso tempo in due forme opposte nel mondo del duale manifestato ed in una Idea superiore comune detta mancanza di attenzione nella mente superiore, corrisponde alla rappresentazione di un ipotetico non vedere: il chiudere gli occhi e immaginare di essere qualcosa di visibile e non la visione, il vedere stesso.

Questo è vero a tutti i livelli.
È vero in senso assoluto come in senso relativo, secondo il punto di vista di Dio e secondo il punto di vista dell’Ego.
Dio vede ogni cosa e non manca mai di attenzione .L’Ego è solo mancanza di attenzione.
Tra gli uomini, colui che chiede più attenzione degli altri è colui che meno è attento.
Dal punto di vista dell’uomo, per liberarsi dalla mancanza di attenzione è necessario e sufficiente porre attenzione su “chi chiede attenzione?”.
Dapprima le richieste degli altri divengono, tutte, richieste interiori. Ogni richiesta di attenzione ricevuta si scoprirà essere una richiesta di attenzione partita dal “me”, una richiesta interiore, interna, non esterna. Solo dopo, con la domanda “chi chiede attenzione?”
La risposta “Io” si mostrerà inconsistente di fronte al vedere. L’attenzione sarà posta sull’unica cosa che mancava di attenzione, l’Io. Così, ogni cosa sarà, di nuovo, vista.
Chiedere attenzione corrisponde a non essere attenti.

Se non sei felice ora è solo una questione di tempo

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Se non sei felice ora è solo una questione di tempo

Prima pensi che manca qualcosa da raggiungere
Poi lo raggiungi e vedi che non mancava niente

Poi la felicità se ne va e tu torni a pensare che manca qualcosa da raggiungere e in più ti giudichi sbagliato perché sai, ti ricordi, che non mancava niente quando eri felice e ti dici di non fare resistenza, di lasciare andare.

Così entri in un loop millenario in cui il tuo cuore sente che manca qualcosa ma la tua mente dice che il tuo cuore si sbaglia, che dovrebbe tacere perché non manca niente, che è tutto perfetto così.

Ma non è così. Again and again and again.

Il tuo cuore non si sbaglia mai
Se ti dice che manca qualcosa, anche se un ricordo, un libro, un saggio, ti dicono che non manca niente ed è tutto perfetto così, tu ascolta il tuo cuore, dagli il tempo di finire il Discorso, lascialo parlare non bloccarlo, non allontanarlo solo perché è sconfortevole, voleva dirti che mancava una cosa, ascoltalo: mancavi tu a vedere quanto lui, il tuo cuore è bello e innocente.

In finale aveva ragione il cuore, mancava qualcosa, mancava, pensavi di esserti perso, invece no, aveva ragione, mancava qualcosa, mancava il vedere che non sei mai perso accanto al tuo cuore.

 

Gianpaolo Marcucci

Guarda Bene

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Cosa c’era ieri quando eri tesa/o con il tuo collega, con tua madre, con tuo figlio, con la tua compagna?

Cosa c’era ieri quando ti sentivi bloccata/o di fronte alla solita situazione che non sai affrontare?

Cosa c’era ieri quando hai interrotto bruscamente ogni comunicazione perché non ce la facevi?

Sconfitta? Insofferenza? Fuga?

NO

Guarda bene, osserva veramente gli occhi di tutti gli attori coinvolti, cosa volevano?

Guarda bene quello che c’era intorno a te, dentro di te.

C’era un immenso e sconfinato amore appena nato e ancora goffo nell’esprimersi.

Una divina fragranza appena arrivata sulla terra che inizia a muovere le dita dei piedi che da dove viene lei, l’immateriale senza tempo, non aveva.

Ieri c’era un agnellino che ancora non cammina benissimo, un gabbiano che sta imparando a volare, un bambino piccolo che parla a piccoli versi.

Tutto insieme, li, alla ricerca del giusto gesto d’amore.

Diresti ancora che era brutto ciò che c’era ieri?

E oggi? Che cosa c’è oggi? Cosa vedi adesso?

UN MESSAGGIO CHE È PER TUTTI DA UNA COSA CHE STA DENTRO

di Gianpaolo Marcucci
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Io posso renderti la perfetta moglie di tuo marito
E renderti la persona che lo lascerà senza rancore
 
Posso renderti l’imprenditore bilionario
E renderti il contadino siberiano
 
Io posso creare una vita di successo per i tuoi figli
E posso creare una vita di fallimenti per loro
 
Posso farti perdonare e tornare per sempre dal tuo amico
E posso non fartelo incontrare mai più e alla fine dimenticarlo nella nebbia dei ricordi
 
Io posso avverare qualsiasi futuro senza sforzo
 
Ognuno allo stesso modo
 
E in ognuno di questi futuri ci sarà sempre un lieto fine per te
 
Perché in ognuno di questi futuri
Tu in qualsiasi momento
Potrai venire qui da me
 
Scaldarti sotto al mio sole
Rinfrescarti nella mia acqua
Accarezzarmi i capelli ed essere accarezzato
Respirare tutto il mio eterno respiro e gioire della pace che qui puoi goderti abbandonando ogni tensione di ansia e paura, ogni contrazione di dolore e colpa.
 
Stai tranquillo
Non c’è futuro che ti possa allontanare dalla profonda pace che hai dentro
 
Stai tranquillo
Nessun futuro che stai pensando potrà mai avverare il tuo distacco da me
 
Stai tranquillo
Nessun futuro che stai pensando avviene nel tuo cuore
 
Ti amo

I Raminghi

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Abbiamo ceduto alla tentazione di diventare fiume e roccia
 
Abbiamo ceduto alla tentazione di diventare vento e foglie
 
Abbiamo ceduto alla tentazione di diventare uomo e donna
 
Abbiamo ceduto alla tentazione di fermarci, mettere la tenda, diventare qualcosa, costruire una casa solida, specializzarci, tastare ogni angolo del nostro messaggio
 
Abbiamo ceduto alla tentazione di copiarci in un figlio, volerlo, crearlo e trasmettergli tutto ciò che eravamo
 
Abbiamo ceduto alla tentazione di fare tutto questo cento, dieci, mille milioni di volte e mille ancora.
 
Ora amore mio vieni un attimo qui, siedi un secondo con me di fronte agli occhi.
Ora amore mio vieni qui, ferma il flusso, voltati per un attimo dalla tua immensa creazione e vieni qui, riposiamo per qualche millennio nell’unica verità che io e te amore mio conosciamo e da cui possiamo solo fuggire.
 
Io e te siamo raminghi.
 
Io e te siamo nobili di stirpe nomade e selvaggia.
 
Io te amore mio siamo di razza padrona, di razza libera.
 
Fai come vuoi, ma ti prego, ogni tanto, ricordati chi sei, quando ti perdi nei tuoi mondi di ghiaccio su cui rifletti la tua paura.
Sveglia i sensi
Scaldati
Ripulisci la tua borraccia e riempila di acqua pulita, acqua da bere.
Riprendi ciò che è sempre stato tuo, perché è richiesto il tuo ritorno.
 
Noi tutti ti aspettiamo
Noi tutti ti aspettiamo
Noi tutti ti aspettiamo
Gianpaolo Marcucci

Il tuo Canto

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Come è dolce il tuo canto amore mio
Come è leggero
Come è dolce il tuo sguardo
Come è dolce il tuo respiro
 
Mi sono perso in te e non mi trovo più
Non ho più la strada di fronte a me
Solo la tua dolcezza
 
Come è dolce la tua pelle dove cammino
Come è dolce il tuo sangue dove mi bagno
Come sono dolci i tuo capelli da cui raccolgo i frutti
 
Mi sono svegliato che non avevo che te
Ora che siamo insieme da tutta la mia vita
Ora
Come è dolce il tuo disegno
 
Lascia ch’io e te ci addormentiamo insieme ogni notte
Fino all’ultima notte
Fino all’ultima dolce notte
 
Come sei dolce amore mio
Gianpaolo Marcucci

LA SPIRITUALITA’ POP

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Da enciclopedia…una musica per rientrare nella categoria di POPOLARE deve avere in sé un motivo semplice, orecchiabile e ripetitivo. 

Queste 3 parole caratterizzano la popolarità di una canzone, la sua diffusione ma sopratutto il suo successo per il popolino, categoria sociale interessata alla distrazione e all’intrattenimento, distante dalla categoria di elitè che lo governa e che si interessa di musica colta. 

Per intenderci, la differenza tra musica pop e musica colta sta nella differenza che una mente formata può trovare tra “Finche la Barca Va” di Orietta Berti e la nona sinfonia di Beethoven. Ma cosa centra questo con la spiritualità?

Oggi, all’alba del risveglio globale e allo scoppio della spiritualità accessibile a tutti, sta nascendo un fenomeno interessante che ha delle similitudini con quello della musica: La Spiritualità Pop. 

Ci sono dei veri e propri concerti di spiritualità Pop in tutto il mondo, e l’Italia non è da meno, ha i suoi tour, le sue location, i suoi gossip, i contest, e ovviamente le sue star. 

Per far parte della spiritualità Pop devi fare incontri che hanno lo scopo di staccare, intrattenere, confermare i gusti: “Quel maestro a me piace, quello invece no”, “Hai sentito che bello quel satsang? Hai visto quanta gente ha ottenuto il risveglio? (….lol)”,  “Qui la gente si toglie le scarpe e si risveglia! Dal maestro che segui tu no!”

Ma più importante di tutto devi dire cose SEMPLICI, ORECCHIABILI E RIPETITIVE. Cose che si capiscono, che hanno una buona musicalità, che suonano bene, anzi, che risuonano bene! Nella spiritualità Pop non devi suonare, devi RISUONARE. Se risuoni bene i tuoi fan ti acclamano, se non risuoni scendi nei sondaggi di gradimento. 

La riconoscibilità e la ripetitività sono fondamentali: devi dire più meno la stessa cosa, una sola, ad esempio “Tutto accade” oppure “Non c’è un qualcuno che parla in questo corpo” e ripeterla all’infinito, sempre, continuamente, fino alla nausea. 

E’ come con quei nuovi tormentoni che senti in radio l’estate, all’inizio ti danno fastidio, poi ti piacciono, poi non riesci più a smettere di cantarli e poi ti ritrovi al concerto del Pulcino Pio, oppure al concerto/satsang di quella li che gira l’italia a dire che tutto è uno ma che l’ultimo ad esserci arrivato sei tu, illusoriamente parlando ovviamente, perché non c’è il me e non c’è il tu, tu, tutturutturuttuttù. 

Insomma come Beethoven alle note della seppurgrande Orietta Berti si rivolta nella tomba, anche Ramana Maharshi al suono dell’incessante “Ma che non lo sai che tutto accade?” non se la passa proprio bene.

E alla fine il risveglio desta meno interesse e lascia la scena ad argomenti più accattivanti, più moderni, più popolari, più da riflettori. 

Insomma per dirla come l’avrebbe detta Erma Bombeck: “Know the difference between success and Fame.

Success is Mother Teresa, Fame…is Madonna.”

(Impara la differenza tra successo è fama?

Successo è Madre Teresa, Fama è Madonna…

ps. in italiano è meno divertente)

Ci vediamo al concerto, comprate le birre! Ne vedremo delle belle. 

Gianpaolo Marcucci

 

SE INCONTRI IL BUDDHA UCCIDILO (significato)

DI GIANPAOLO MARCUCCI

Il significato della locuzione “se vedi il buddha” uccidilo, non è affatto da intendere come “se vedi il guru (Buddha era un Guru, dal sanscrito devanāgarī गुरू, gurū, ovvero maestro) passa avanti (uccidilo, eliminalo dalla tua coscienza).

Seppur per la realizzazione totale dell’allievo, il maestro deve anche esso essere messo in discussione (magari proprio per scoprire che aveva ancora ragione il maestro e che la strada verso l’illuminazione era ancora lunga), la frase Zen: “Se incontri il Buddha uccidilo” ha un significato più profondo e riguarda il raggiungimento dei diversi stati alti della meditazione precedenti al Nirvana Buddhista.

Nella meditazione infatti dopo le prime fasi si può arrivare a quelli che sono chiamati “stati estatici” dove letteralmente si può, sopratutto se si è legati ad una tradizione di stampo buddhista, vedere il buddha che sorride di fronte a te, come a confermarti che sei giunto finalmente a lui.

Le indicazioni dei maestri sono di uccidere quella visione paradisiaca, non attaccarcisi e considerarsi “arrivati e proseguire nella umile ricerca della verità, che non è mai uno stato mentale.

Coloro pertanto che utilizzano impropriamente la frase “Se incontri il Buddha uccidilo” per indicare che non esiste un vero maestro e che bisogna guardarsi dai maestri, altro non stanno facendo che fissarsi sull’idea di essere arrivati ad una consapevolezza indiscutibile e finale, proprio come quel finto Buddha che loro stessi dicono di uccidere.

Il gioco della colpa

E’ possible vedere il mondo come un tabellone di punti colpa

Ogni azione corrisponde ad un numero di punti colpa. Una spesa fatta male, un’imperdonabile dimenticanza, una riga sulla macchina, arrivare tardi, troppi pochi messaggi….tutte le azioni hanno un numero di punti colpa assegnato e nel gioco è impossibile non agire

Poi ci sono i bonus, gli avvenimenti speciali involontari, che aggiungono punti colpa al tabellone e li distribuiscono fra i partecipanti. Ad esempio la morte di un animale sprigiona circa 800 punti colpa, una separazione 15.000, la morte di un umano caro 100.000 punti

Il gioco va in automatico e il punteggio non è mai sindacabile. Chi riceve i punti deve poi liberarsene quanto prima

Le istruzioni dicono che vince il gioco chi arriva a 0 punti colpa e tutti aspirano alla vittoria

In realtà però il gioco è fallato

I punti infatti sono sempre distribuiti e il giocatore che si libera di tutti i punti colpa lo fa scaricandoli sugli altri che per forza a loro volta dovranno liberarsene

Vincere il gioco, ovvero avere 0 punti colpa corrisponde infatti alla azione peggiore che si possa fare e comporta un milione di punti colpa

Il gioco si basa sull’ignoranza di cosa accade a chi smette di passare punti colpa e accumula tutto il punteggio. Se qualcuno lo fa, il gioco non può più avere vincitori ne svolgersi e si interrompe, un errore blocca il sistema e i punti colpa perdono consistenza. Erano finti, si scopre che era tutto immaginato. Poi, dopo una finestra di tempo limitata in cui tutto è possibile, si riavvia il tabellone e il gioco ricomincia.

Tutto come prima…solo che i giocatori più anziani e coloro che hanno buona memoria si ricordano di uno strano tipo chiamato Gesù che aveva fatto una cosa ma non si sa bene cosa

Occhio al punteggio

Gianpaolo Marcucci

Due stati

Esiste lo stato in cui non manca nulla, quello in cui diciamo di essere in totale pace con noi stessi e l’universo.

In quello stato c’è una cosa sola.

Esiste poi lo stato in cui sosteniamo che manchi qualcosa e sperimentiamo paura e sofferenza.

In quello stato ci sono tre cose: una parte che chiede e riceve, una che risponde e da e una cosa che deve essere scambiata tra le due parti. Sono tutte e tre oggetti mentali.

Ogni volta che riconosciamo anche solo uno di questi oggetti mentali, allora anche gli altri due sono presenti.

Se c’è una richiesta allora ci sarà una cosa richiesta e una parte che dovrà darla.

Se c’è un ricevente allora c’è un donatore e una cosa da donare.

Se c’è un donatore allora c’è un dono e un ricevente.

Nel campo in cui ci sono questi 3 oggetti, tutto è falso.

Gianpaolo Marcucci

Mente e Cuore

Non c’è scelta tra mente e cuore.

Scegliere è sempre confrontare due cose

Scegliere è sempre conflitto tra due parti

Scegliere è sempre colpa nel futuro

Il cuore non confronta, non è in conflitto, non ha macchie. Il cuore pulsa, è vivo, sempre, anche mentre la mente, sempre in ritardo, interpreta ciò che succede come qualcosa che chiama scelta per richiamare la tua attenzione

Gianpaolo Marcucci

ルアー 男と狼と双子の魂 IL RICHIAMO

ルアー

男と狼と双子の魂

IL RICHIAMO

L’uomo scendeva nella direzione della notte

Erano anni che non si muoveva dalla sua posizione

Aveva i piedi di metallo e le unghie d’oro bianco

Le sue mani erano magre e le dita lunghe, scheletriche

Ticchettavano, ticchettavano come se fosse inverno inoltrato

Nel bosco dove camminava i canti sacri erano già iniziati

“Dove cammini uomo?”

Disse una voce imperiosa

L’uomo fece per non sentirla, da non fermarsi al primo altare

Il cielo era oscuro e le bugie si ammischiavano con il vento

Tutto quella sera avrebbe potuto essere vero

L’uomo era lupo adesso

Camminava con tutti i piedi e non conosceva più l’odore del controllo

Verso la notte il lupo correva

Non scappa ne caccia, è solo il richiamo che lo muove

“Dove corri lupo?”

Una voce disse imperiosa

Il lupo alzò le orecchie, si fermò un attimo, poi continuò la corsa

I canti magici erano già cominciati

Il lupo era un’anima antica adesso.

Fluttuava nella notte e non aveva più niente di suo oltre alla ricerca della sua gemella

“Sei tornata”

Disse una voce imperiosa

L’anima antica si fermò, vibrò forte di luce e si unì al buio della notte.

La notte esplose nella prima alba del creato

ルアー

L’UNIONE

I due corpi sono attorcigliati tra loro in una lotta

Nudi come vermi

Sudati come schiavi

Le due menti vedono la stessa scena all’infinito

Le realtà confinano e si toccano

Le pareti tremano e iniziano a crollare

I due cuori stanno per impattare

Palpitano all’unisono sempre più veloce

L’esplosione è imminente

Le due anime danzano finalmente vicine dopo un’eternità

Danzano la loro antichità in un rito iniziatico indecifrabile

Esplode

Tutto si mischia

Tutto si mescola

Due fiumi convergono in un mare caldo e calmo

E’ compiuto

連合

LA NASCITA

Il seme attecchisce

Tre funzioni nascono:

Una stella

Un bambino

Il tempo del bambino di fissare la stella

出産

I PASSI

Il bambino ha visto, tutto fuor che la stella è il suo regno.

Il bambino esplora l’universo. Una notte, da ramingo, fa per fermarsi sul pianeta azzurro. Li si stanzia e vive libero nella vastità dei deserti, domina ogni elemento.

Il suo impero si estende per tutto ciò che vede. Il bambino è ora un uomo, figlio primo di Dio. La terra è il luogo dove prolifera e li domina su animali piante e minerali. Tutto il creato risponde a lui in quanto espressione più alta e vivente del creatore.

手順

LA CADUTA

L’uomo assume la forma di terrestre, crea città e perfora montagne per muoversi più velocemente.

Vive gli opposti e si intrattiene nel suo paradiso terrestre.

Eternamente .

Ventuno ere risiede fermo, poi mosso da superbia creatrice decide di elevare la sua stirpe e congiungersi con l’astro fratello separato da lui alla nascita. L’uomo decide di divenire creatore e sfidare Dio.

Cosparso di ricchezza crea una macchina che illumina il cielo.

Per anni assiste alla creazione del suo volere e diviene magro e inquieto mentre la sua macchina di luce si innalza possente.

Una grande festa viene celebrata il giorno della luce, tutta l’umanità siede di fronte al grande occhio che dovrà accendere il cielo e salutare le stelle.

Dal buio del bosco esce il Re degli uomini, altra metà della stella, colui che cerca il ricongiungimento con la luce dal momento della sua nascita.

Sale sulla macchina acclamato dal suo popolo: Elisio è pronto alla sua sublimazione. Sale sulla macchina, invoca suo padre e sua madre distende le braccia e accende ogni cosa.

La macchina costruita dall’uomo lancia una luce totale che si espande capillare e raggiunge ogni angolo oscuro del cosmo.

Nulla è più visibile oltre alla luce, nessuna stella è più distinguibile dall’unica visione luminosa.

L’uomo vede la luce per alcuni istanti, ne coglie la potenza e bellezza, si illumina interamente e poi diviene cieco.

Elisio cade dalla macchina.

Per un istante, Dio è riprodotto da suo figlio, per un attimo ciò che era due diviene zero.

Dopo la caduta, senza più vista, l’uomo si avvia in direzione della notte

Erano anni che non si muoveva dalla sua posizione

Aveva i piedi di metallo e le unghie d’oro bianco

Le sue mani erano magre e le dita lunghe, scheletriche

Ticchettavano, ticchettavano come se fosse inverno inoltrato

Nel bosco i canti sacri sono già iniziati

“Dove cammini uomo?”

Disse una voce imperiosa

– Gianpaolo Marcucci

TUTTO SULLA GELOSIA: Perché ce l’hai e te la tieni

La gelosia è uno dei Leit-motiv delle relazioni di coppia. Passa una strafica, tuo marito si gira a guardarle il sedere e tu pensi “vabbè dai ha solo guardato” ma dentro ti rodi fegato, milza e anche un pezzo di rene. Tua moglie ti dice che deve andare a fare un massaggio rilassante di un’ora alle terme di quelli che si fanno solo con le minimini-mutandine e vieni a scoprire che il massaggiatore è un bell’omaccione. Ti dici: “io sono evoluto e so fare fronte a queste cose” ma dentro ti rodi stomaco + una selezione a piacere di altri due organi interni.

Insomma…come funziona la gelosia? Che significato ha? Rovina i rapporti? E’ brutta? Possiamo farci qualcosa?

La gelosia è una emozione derivata che conosciamo tutti sin da piccoli, figlia diretta della paura della solitudine e della colpa di essere sbagliati. Gelosia per la madre o il padre, gelosia per il giocattolo preferito, gelosia per i compagni di scuola, gelosia per il o la migliore amico/a, gelosia per il partner, gelosia per i figli.

Per dirla come te l’avrebbe detta la tua compagna superesperta del liceo: amore se ci tieni è normale che sei gelosa.

Ed effettivamente è proprio cosi, la gelosia è direttamente collegata a quanto investiamo nella persona o nell’oggetto mentale con cui il nostro “Io” entra in relazione.

Immaginate che l’Io, quell’oggetto nella mente con cui noi siamo al momento identificati ha bisogno, per sopravvivere psicologicamente, di riferimenti affettivi che gli diano sicurezza: sicurezza di esistere in quanto individuo innanzitutto e poi sicurezza di sopravvivere, di essere in salute, di essere realizzato, di essere affettivamente appagato da una o più relazioni stabili, etc.

Quando ci innamoriamo di qualcuno infatti sentiamo con forza che noi siamo vivi e che la vita è bellissima e raggiante, comunque molto meglio di quando non siamo innamorati. Potremmo paragonare l’innamoramento alla realizzazione massima dell’uomo all’interno del regno in cui tale realizzazione viene dall’esterno (non esiste solo questo regno). È infatti è nelle relazioni che l’uomo, animale sociale, si realizza affettivamente ed è nelle relazioni che investe tutto il suo patrimonio affettivo.

Che c’entra questo con la gelosia?

Questo, in verità, della gelosia è proprio il fulcro.

Proviamo a vederlo facendo una metafora di carattere finanziario, ovvero, proviamo a parlare di amore in matematichese: Immaginate di avere un milione di Euro da parte, sono i risparmi di una vita. Un giorno venite licenziati a lavoro e mandati via dalla casa dove eravate in affitto. Vi trovate così a non avere nulla in tasca a parte il vostro patrimonio liquido di 1 milione di Euro 💶 e decidete di investirlo.

Avete due opzioni: spendere l’intero milione in un solo investimento e trarne un grande profitto ma unico, oppure dividere il milione in più investimenti e ricevere introiti più esigui ma distribuiti.

Quale sarà il vostro atteggiamento verso l’investimento nei due casi?

È facile immaginare subito senza troppi sforzi che sarete più ansiosi di perdere il bene su cui avete investito se esso è solo uno rispetto a che se i beni sono molti. Se ad esempio avete investito esclusivamente in una casa da un milione tondo tondo controllerete ogni giorno le quotazioni del mercato immobiliare, l’iter legislativo delle tasse sugli immobili, vi occuperete di trovare inquilini da metterci in affitto che siano affidabili, etc . La casa in centro da un milione di Euro è il vostro unico investimento, da essa dipende la vostra intera sopravvivenza, se potete o no pagare il vostro affitto, se potete o no pagare le bollette, mangiare, insomma, avete fatto un grosso e unico investimento…la casa è la vostra, nessuno deve metterci mano ed è bene che tutto vada come avete deciso voi…altrimenti…

Bene, è sulla probabilità che questo “altrimenti” accada che si basa tutta la struttura della gelosia.

Se il nostro investimento è differenziato, infatti, e il milione che abbiamo lo abbiamo investito in più beni, come ad esempio una casa per noi dove vivere (300mila), un piccolo appartamento da affittare (300mila), un terreno agricolo coltivato (100mila), un bar in un paese di provincia (150mila) e alcuni prodotti finanziari (100mila) tenendoci una parte per le spese liquide (50mila), la probabilità che quell’”altrimenti”, ovvero la nostra bancarotta, accada, si riduce drasticamente, perché anche se uno o più degli investimenti dovesse andare male potremmo sempre contare sugli altri e ricominciare da lì.

Allo stesso modo funziona per la mente dal punto di vista affettivo: Abbiamo un nostro patrimonio limitato, degli investimenti e una paurosissima bancarotta sempre in agguato. In sostanza…più noi investiamo su un oggetto mentale, più avremo paura di perderlo, e quindi, ne saremo gelosi.

Chi ora ha pensato cose come: “ho capito dove vuole andare a parare ma io non riesco ad avere più partner” oppure “io quando mi innamoro mi innamoro non è che lo decido” è fuori strada. Qui non abbiamo detto mai che dovete cambiare qualcosa di voi, non abbiamo detto che riveleremo cosa fare per toglierci la gelosia o per stare meglio e sopratutto non abbiamo mai detto che la gelosia…è una cosa brutta. L’unico scopo dell’articolo è spiegare come funzionano le dinamiche della mente rispetto a questo particolare aspetto.

È possibile innanzitutto avere più partner, oppure uno solo, oppure nessuno e investire affettivamente nel lavoro, o nella scienza o in qualsiasi altro oggetto, o combinazione di oggetti, a cui la nostra mente possa attaccarsi, ciò che conta è essere consapevoli di come stiamo gestendo il nostro investimento affettivo. In linea di massima comunque la maggior parte della popolazione è monogama e tende ad avere un solo partner su cui investe più o meno tutto il suo serbatoio. Ogni tanto lo tradisce per provare l’ebrezza ma poi torna all’ovile, almeno fino a che ci sono i ganci sufficienti affinché la relazioni continui, è la relazione, di solito, anche quando è deleteria è morta da secoli, continua o, se propri finisce, dopo un annetto di silenzio stampa, ricomincia con in altra faccia davanti e la stessa proiezione fino a trovare l, se ci va bene, un partner più stabile e una relazione più sana e equilibrata.

Nulla di male in questo, le relazioni sono una parte fondamentale della nostra vita e pensare di escluderle, oltre a non portare a nulla, non è nemmeno spirituale o altolocato intellettualmente, difatti, è lo stesso Eckhart Tolle a rivelarci che ci sono più opportunità di risvegliarsi avendo tre relazioni in tre anni che stando tre anni in un monastero.

Così, senza fuggire dalla propria umanità, possiamo gradualmente imparare a conoscerci e a vedere rispetto al tema della gelosia la differenza tra “agirla” e “reagirla”.

Ogni volta che sei geloso/a per un atteggiamento o comportamento del/la tuo/a partner e fai qualsiasi cosa che non sia il comunicare apertamente la tua gelosia mostrando i tuoi sentimenti senza paura e senza accusa , semplicemente chiedendo conforto e cercando affetto e rassicurazione, stai “reagendo” alla gelosia e quello è l’unico attrito che senti…tra te e la tua gelosia.

La reazione alla gelosia è ciò che crea quella sensazione spiacevole di ingiustizia ed è ciò che crea attrito nella coppia. Agire apertamente la gelosia invece, non ha nulla di sbagliato e non può che migliorare l’evoluzione di voi stessi e dei vostri rapporti, in qualsiasi forma poi essi si svolgano. Anche agirla apertamente non corrisponde a esserne liberi ma è un primo passo verso l’onestà e l’accettazione. Io ad esempio se investo lo dico prima: “se non mi innamoro non sono geloso e ho infinite partner, se mi innamoro sono ossessivo, possessivo e molto geloso. Se ti interesso organizzati”. Proviamo quindi a non giudicare la nostra gelosia come qualcosa di sbagliato e apriamoci con onestà.

La gelosia è il primo impulso che ci viene quando sentiamo il nostro investimento minacciato. Sopra a quello poi arriva il giudizio: “la gelosia è brutta, è sbagliata, è infantile, non è spirituale, etc.” La gelosia non è né giusta ne sbagliata, semplicemente se c’è…c’è e dipende dal livello di investimento e attaccamento di chi la sente e a voler essere proprio precisi precisi, anche quel livello di investimento e attaccamento, non lo pianifichiamo noi ma lo decide l’inconscio, quindi… parafrasando il mio saggio maestro Marco Canestrari: relax, perché RELAX IS THE NEW RISVEGLIO.

Impara dunque a conoscerti, a sentirti, a esprimere senza paura le tue emozioni, abbi fiducia, in te e nel tuo partner, ma non certo fiducia che non ti tradirà o che non lo tradirai. Abbi fiducia che anche se ti tradirà, se perderai tutto ciò che avevi costruito e i tuoi investimenti andranno in malora, tu, sarai vivo/a e perfettamente allineato/a con la realtà. Abbi fiducia in ciò che accade, non accade a caso. Abbi fiducia nella parte vera di te, tutto ciò di cui hai bisogno risiede in te e non all’esterno. Ascoltati, esprimiti, abbi fiducia e tutto andrà bene.

Gianpaolo Marcucci

La donna

La donna è la parte che accoglie

La donna è la parte che genera

La donna è la parte che nutre

Il suo richiamo in quanto donna risiede nell’accogliere interamente la parte dinamica, la parte riempiente, la parte esplosiva, la parte senza casa, la parte che nasce per essere accolta.

Il suo svolgimento in quanto donna risiede nel farsi veicolo della creazione della vita. La sua realizzazione sta nel contenere il seme e generare il frutto. Il suo compimento è nel rendere due quel che era uno.

Il suo scopo in quanto donna risiede nel nutrire di sé stessa ciò che ha generato. Il suo destino dimora nel darsi totalmente al suo prodotto, la sua morte è nel completo distacco dalla sua creazione.

La donna è la parte che accoglie

La donna è la parte che genera

La donna è a parte che nutre

Gianpaolo Marcucci