ESISTE UN UNICO OCCHIO, UN’UNICA COSCIENZA, UN UNICO MAESTRO

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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Vi propongo lo stesso messaggio dalla bocca di maestri diversi che attingono ad un’unica fonte, la stessa alla quale tutti possiamo attingere, perché è dentro di noi:

“Quando la mente semplicemente si sintonizza nello “stare qui”, allora quella mene non si chiamerà più mente. Sarà il vero sé, quell’unico sé che era sempre stato.”

(Mooji)

Contributo Video di Mooji: https://www.youtube.com/watch?v=hB2bLlxiP6o

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“E’ così, se rimango interamente con la violenza, il che significa non provare a fare nulla a riguardo, se sento che “io sono violenza” allora con l’attenzione che do a tale fattore, la sensazione chiamata violenza, con questa luce di attenzione puntata addosso, scompare completamente, per sempre.”

(Jiddu Krishnamurti)

Contributo video di Krishnamurti: https://www.youtube.com/watch?v=6FevLUxPYgk&feature=youtu.be

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“Focalizza l’attenzione sulla sensazione dentro di te. Riconosci che si tratta del corpo di dolore. Accetta la sua esistenza. Non pensarci, non lasciare che la sensazione diventi pensiero. Non giudicare e non analizzare. Non identificarti con esso. Resta presente e continua a essere l’osservatore di ciò che accade dentro di te.”

(Eckhart Tolle)

Contributo video di Tolle: https://www.youtube.com/watch?v=Tgms3AtelWA

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“Stai con la sensazione”

(Avasa)

Contributo video di Avasa: https://www.youtube.com/watch?v=H2blYwqrLgE

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“Sono le mie emozioni.
Sono il principio vitale libero e potente
di ciò che viene erroneamente chiamato paura, dolore e conflitto interiore.
Sono quell’energia intera e selvaggia, fuori ogni controllo che precede ogni emozione.
Sono tale immensità, e non il riconoscitore impaurito di tale energia.
Sono tale maestosità, e non l’infamatore confuso.
Sono tale potenza, e non il suo repressore.
Sono la paura, e non una struttura riconosciuta che parla di un impaurito.
Non sono il malgiudicatore debole, il soppressore insoddisfatto, il valutatore instabile.
Sono le mie emozioni, non sono nessun loro riconoscimento.
Sono il dolore, e non l’affranto.
Sono la paura, non l’individuo impaurito.
Sono la gioia, non la persona in stato di ebbrezza.
Sono l’amore pieno, non le sue piccole sfaccettature.
Questo è tutto ciò che sono.
Questo è il mio mondo interiore senza un “me” esterno che lo sta guardando.
Non posso avvicinarmi a tale origine o allontanarmi perchè io sono tale origine.
Non posso agire su nessuna mia emozione, non posso fare niente, esse accadono da sole.
Io sono tali emozioni, io accado senza che vi sia uno sceglitore a classificarmi, un domatore a addestrarmi, un burocrate a incasellarmi, un carceriere a circoscrivermi.
Io sono sempre e comunque tale interezza, mai un suo pezzo.
Apri gli occhi, non aver paura.”
(Marco Canestrari)

Contributo video di Marco Canestrari: https://www.youtube.com/watch?v=vmXE11eH-Ss&index=9&list=PLD6DF4B4190506CDF

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NAMASTÈ

– Gianpaolo Marcucci

THE MOST TOUCHING SPEAKING OF GOD

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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The most touching speaking of god is happening right now,
right here in the middle of your tiny individual,
right here in the middle of your tiny suffering, of your unique fear.

Is happening, just now, don’t you hear it?

It is the holy silence, his silence.

The most touching speaking of god is the silence, it has been here forever, it will be here forever,
either if you hear it or not, you are always listening to it.

The silence means that nothing,
nothing happened.
No death to rise.
No fall to lift.

The silence means you’re home.

Be the silence.

Let the most touching speaking of god be yourself.

SONO DENTRO AL TUO CUORE

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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Oggi, nel giorno in cui meno me lo aspettavo, ho avuto un incontro profondissimo.

Vado a meditare ad una fonte di acqua sulfurea non lontano da casa. Dopo molti tentativi di meditazione falliti provo una preghiera, non lo faccio mai:

“Dio mi affido a te, dammi la tua pace”

La ripeto più volte ma non succede nulla così mi metto a riposare e mi addormento dolcemente al sole.

Sulla strada del ritorno, di fronte alla macchina, prima di rientrare a casa, sento che non è finita. Questo posto deve ancora dirmi qualcosa. Giro la testa e vedo che Il cielo mi sta chiedendo di rimanere li e aspettare che il sole se ne vada completamente. Ci sono dei colori che qui io non avevo mai visto. L’ultimo visitatore mi saluta mentre l’arancione riflesso diventa viola; sono da solo ora.

Va bene, accetto l’invito, richiudo la macchina e mi rivolgo completamente al cielo. Ora qui è deserto, non c’è nessuno, solo lo spazio immenso delle colline intorno a me. Passano pochi secondi, la mente è più pulita e subito mi pervade una pace così accogliente, così leggera e rassicurante, ma così bella amici miei che non si può raccontare, come fosse fatta della sostanza della libertà di un cane che corre in un prato senza confini, come la carezza di una mano grande quanto tutto il mio corpo.

“Te l’ho chiesta due ore fa e me l’hai mandata”. Mi rivolgo a qualcuno che non sono io ma che sento presente con forza. La pace, gliel’ho chiesta prima, eccola, che bella. Per quanto è bella ti riprego. Guardo il cielo che sembra un quadro e le fronde di un alberello che lo penetrano.

Mi inginocchio, arriva un’altra onda, parlo ad alta voce: “Oh Dio! Ma io sono dentro il tuo cuore!”

Non ci siamo mai capiti, qui non è da pregare un albero o un cielo, qui è tutto cuore! Quella spiga laggiù, quel sasso, quella fontana rumorosa. Io sto dentro al tuo cuore. Che stupore, che gioia, che senso di protezione immensa, calda. Sono dentro a un cuore grandissimo.

“E quindi è così che è fatto il tuo cuore!”.

E vedo gli alberi, le montagne e vedo tutto, tutto “tu”, non lo so come si dice. È commovente quanto è bello. E’ bellissimo, è la cosa più bella che io abbia mai visto ed è sempre stata sotto ai miei occhi. E’ impossibile farsi male qui. Come si può? Come possiamo farci male dentro a un cuore così bello? Come possiamo farci male dentro al cuore di Dio?

Devo sicuramente sbagliarmi io nel guardare ogni volta che soffro.

Come pero? Ci può essere lo sbaglio dentro al cuore di dio? È permesso lo sbaglio? Mi sono forse smarrito in te? Mi sono forse perso nel tuo cuore così immenso? Nel “mio” cuore dici? Non ci credo, questo è un pensiero raffinato che fila ma questo cuore non è il mio, è il tuo.

Rispondimi, perché sono qui? Perché sono qui a forma di uomo nel tuo cuore?

Per vedere questa bellezza? Certo che è bello, certo che sei bello, bellissimo, mi fai commuovere di gratitudine per quanto sei bello. Ma non è per questo, già la vedevi la tua bellezza, tua hai creato gli occhi delle aquile, non ti servivo di certo io per vederti. Già ti vedevi. Perché sono qui, io dico, io personalmente non gli esseri umani, io proprio, io adesso, perché sono…?

“È un regalo.”

Mi esplode dentro questa frase. Ma proprio oggi che è Natale, proprio oggi?
ahahahahahah alla faccia del regalo.

“È un regalo, si chiama vita, facci quello che ti pare.”

Era un regalo.

Grazie

LA FINE DEL MALE

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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Sembrava proprio che il male avesse vinto, che l’odio avesse fatto breccia.

Era stato solo un grande spavento.

Guarda l’odio negli occhi, vedrai che è nulla più di un grido che dice: “vieni amore, sono così perso senza di te”

e poi…l’amore arriva.

La vita dell’individuo è solo l’attimo tra quel grido e la risposta di Dio.

Tu contieni l’eternità

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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L’eternità non è sul monte dove dopo andrai a meditare
Non è sul prato dove ieri sei stato in pace
L’eternità è adesso, in questo momento
Ed è in te.

Tu contieni l’ eternità.

 

L’INGANNO DEL FACHIRO

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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Mente tu mi menti, tu non vuoi la mia felicità. Vuoi perpetuare i tuoi giochi di colpa, dolore e paura nella maniera per te più confortevole possibile.

Cambi oggetto da pensare, futuro da sperare, passato da ricordare. Cambi progetto, obiettivo, costume da indossare.

Mi tieni occupato, mi proponi di distrarmi, di giocare. Io ti ascolto, che vinca o che perda però sento sempre pungere forte lungo la schiena. Tu dici che è colpa del gioco. Se cado vinto piango e soffro, se salgo ubriaco di trionfo quasi non sento più dolore ma ho ho il terrore che esso torni…e poi torna.

Mi suggerisci di cambiare gioco, ogni volta uno nuovo, mi suggerisci di restare comodo, qui, sdraiato, da te avvolto e protetto e tentare di vincere il più possibile, mi dici che senza te sono perso.

Solo una cosa non mi dici mai, di smettere di giocare con te, di alzarmi dal letto di chiodi di cui sei fatta, dal cui conduco ogni partita.

I dadi sono tratti, tre volte 6, vinceremo stavolta, vinceremo sicuro.

Esiste un luogo…

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Esiste un luogo in cui si muove un cuore così grande da non poter essere mai visto per intero.

In quel luogo non si porta nulla, si è solo portati
Non si bussa, si è solo invitati
Non si tocca, si è solo toccati
In quel luogo una sola cosa è concessa a me, dire Grazie.

Grazie per avere il privilegio di assistere ad una così limpida e travolgente bellezza.

Gianpaolo Marcucci
Allievo della fonte manifesta nel Maestro Marco Canestrari – Accanto a te ogni cosa si scopre luce e irradia amore

UN MAESTRO È MOLTO PIÙ DI UN ALBERO

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Se guardi un albero senza nessun presupposto della mente puoi risvegliarti all’istante. I presupposti della mente però l’albero non può smontarteli, un maestro si. Un maestro è la manifestazione della fonte con il dono della parola, il linguaggio del pensiero.

Gioisci quando ne trovi uno, vuol dire che sei pronto per uscire dalla tua piccola caverna di illusione e unirti al divino.

Benedetti siano coloro che si risvegliano senza un maestro. Non è questa però né l’unica strada né la più veloce. E’ un dono che ci viene fatto quello di incontrare un maestro che ci indica la via verso il risveglio, la porta che conduce all’uscita dal sogno, il ponte che ci lega al nostro cuore.

Seppure sono imprecise queste parole, sono parole affettuose verso coloro che hanno paura dei maestri.


È una paura che tutti abbiamo avuto e che come tutte le paure è solo li allo scopo di farci permanere nell’illusione. Tu già segui i maestri amico mio, cattivi maestri: i tuoi pensieri, la tua esperienza, le tue conclusioni, le tue paure, i tuoi fastidi, le tue preferenze.

Discerni tra coloro che sono veri Maestri e coloro che hanno scopi diversi dal tuo bene.

Un vero maestro non ti toglie mai la libertà, te ne fa acquisire sempre di più perché a tua libertà è la sua libertà.

Un vero maestro non ti toglie mai energia, te ne dà di continuo perché sa che l’energia non viene da lui e lui non può esaurirla dandola a te.

Un vero maestro non ti nega mai la consapevolezza di quello che sei allo scopo di manipolarti, te ne fa acquisire, al contrario, sempre di più allo scopo di illuminare ogni zona buia dell’uno e congiungersi a te nella luce.

Un albero è un dono di Dio, un maestro è molto di più, è un suo diretto riflesso dentro la tua coscienza.

GIANPAOLO MARCUCCI
Allievo della fonte manifesta nel Maestro Marco Canestrari – Accanto a te ogni cosa si scopre luce e irradia amore

LE 9 COSE CHE IL RISVEGLIO SPIRITUALE NON È…

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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Viviamo senza dubbio in un era molto confusa. Per fare un po’ di ordine nella mente rispetto a cosa ci è utile in un percorso spirituale e cosa no, si può partire da una lista fresca fresca che, è vero non ci dice cosa sia il risveglio spirituale e come raggiungerlo (in fondo è gratis ed è fatta per ridere…che vi aspettavate?) ma ci dice cosa di sicuro questo famigerato e tanto atteso stato di pace eterna non è.

Il risveglio spirituale non è…

1. Ripetere slogan e aforismi sulla non-dualità tipo “non c’è nessuno che legge questo articolo, la lettura sta solo accadendo” atteggiandosi a illuminato contemporaneo che manco Scientology.

2. Seguire ogni tanto il discorso di un maestro spirituale per segnarsi su un taccuino le frasi più fighe e scriverle sottoforma di superprofondissimi stati facebook sulla propria bacheca.

3. Leggere i libri sugli alieni

4. Essere vegetariani, vegani, fruttariani, respirariani, sassariani (esiste?) perché gli animali hanno l’anima, io ho l’anima e l’anima non si mangia lo sanno tutti.

5. Dichiararsi Master-Reiki di ottantanovesimo livello

6. Liberare la Kundalini (che poi chi l’ha rinchiusa?)

7. Fare Yoga e avere il nome spirituale contemporaneamente.

8. Recitare namioregheioò namioregheioò namioregheioò

E in ultimo, non solo inutile ma anche pericolososo per la salute…

9. Fare finta che non sia un problema essere investito da un pullman che punta verso di te a 100 km/h in discesa perché tanto non c’è nessuno dentro al corpo…sopratutto quando non c’è davvero nessuno dentro al pullmann…ma sta comunque venendo verso di te…sul serio, non c’è nessuno…l’autista è sceso…scanzati 😉

 

Ps. Appunto per coloro che si riconoscono nella definizione di “rosicone spirituale”: tutto ciò che compare elencato qui sopra non è affatto brutto, maligno o sbagliato anzi è bello e sacrosanto, talvolta anche auspicabile, semplicemente non ha a che fare col risveglio spirituale ❤

ATTENTATI TERRORISTICI AL NOSTRO CUORE

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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Un amico mi ha detto che a Parigi c’è stato un attentato. Uno di quelli in cui muoiono le persone.

Io ricordo di quando raccontarono in televisione dell’attentato alle torri gemelle, a New York. Avevo 15 anni e sentii un forte dolore togliermi il fiato, dolore per tutte quelle persone in difficoltà. All’epoca me la presi con il mondo esterno cattivo.

Oggi La mia prima domanda è stata: perché ti lasci inquinare la mente da pensieri di paura?

Anni fa era solo una nebulosa di rabbia, ora mi appare così chiaro: qualsiasi cosa succeda nella materia, la televisione vuole che tu ti occupi del problema e non della soluzione. Che ti indigni oppure che sei contento ma sempre strettamente e rigorosamente RIGUARDO A CIÒ che un gruppo ristretto di persone ha scelto per te. Così facendo accade che si è liberi di provare tutto quello che si vuole riguardo ad un cesto chiuso di cose non decise da noi, mentre non si è liberi di uscire da tale cesto.

Questo è lo stesso processo che la mente adotta con il nostro sé.

L’Isis è un mezzo attraverso il quale un piccolo gruppo di individui occidentali disturbati controlla le mente di miliardi di altri individui confusi.
Esattamente come la paura è un mezzo attraverso cui la mente controlla ed incatena il nostro cuore.

È così facile vedere come ci sia sempre un nemico nel mondo della tv, oggi si chiama Isis, ieri Spread, l’altro ieri Bin Laden, Saddam, I comunisti, i fascisti, il nome sceglietelo voi, l’importante è che ce ne sia sempre uno.

È così facile vedere come ci sia sempre un nemico nel mondo della mente, oggi si chiama partner cattivo, ieri datore di lavoro sfruttatore, l’altro ieri genitore che mi rimproverava, domani amico che muore, il nome sceglilo tu Ego, l’importante è che ce ne sia sempre uno.

E come lo sconfiggiamo questo nemico? Come distruggiamo il male che ci dicono esistere ed esser in agguato? La televisione ci suggerisce di dichiarare guerra all’Isis che ha attaccato l’Europa! Servono provvedimenti immediati,  leggi più severe e restrittive, una diminuzione graduale della libertà in cambio di un po’ più di sicurezza.

La mente ci suggerisce di rifiutare la sofferenza, la paura, le emozioni negative che minano all’integrità della psiche ben integrata nel sistema! Servono farmaci più efficaci, terapie comportamentali adeguate, educazione e disciplina, se necessario insensibilizzazione e difesa verso le parti più oscure di noi.

Insomma, la soluzione suggerita è: fare guerra alla guerra.

Ma mente mia, il male si sconfigge facendo il bene, non combattendolo. Lo devi ignorare, non devi dargli energia. Il fuoco si spegne buttandoci sopra l’acqua, non bruciando ancora più legna.  Oggi tutti combattiamo il male è il risultato che otteniamo è solo un mondo in cui tutti sono guerrieri. Smettiamo di dare al male valore e attenzione e avremo dopo poco un mondo di pace. IL NOSTRO COMPITO E DI SMETTERE OGNI GUERRA NON DI FARE LA GUERRA GIUSTA.

“Ragazzi, ma qui tocca essere seri…è morta della gente, basta cazzate introspettive e spirituali!”

Se questo è il tuo pensiero, hai rifiutato ogni parola che hai letto finora. Credi non sia il momento di riflettere su di te, che tu non sia responsabile di quello che accade…nella tua testa. Sfrutta questo conflitto, questa tensione, parti dalla tua indignazione e vedrai che non c’entra niente con l’Isis, che la paura non c’entra niente col contenuto del pensiero di paura che stai facendo.

La sofferenza non esiste nella materia, non c’e una pallina di sofferenza che possiamo prendere, pesare e poi distruggere per essere per sempre felici. Sta tutto nel filtro della nostra mente, nel come interpretiamo la realtà. È perfettamente normale soffrire per la morte di qualcuno, ma il significato che diamo alla sofferenza che sentiamo determina il nostro percorso, la nostra strada verso la prosecuzione del problema o verso la sua soluzione. Soffri e indignati, la tua mente non ha la possibilità di non farlo, poi mezz’ora dopo, passata la bufera, medita sul fatto che la sofferenza che senti è la tua, che non viene dall’esterno.

Esponi il tuo cuore agli spari, è l’unico modo per scoprire che le pallottole che ti terrorizzano sono pallottole di gommapiuma.

Il Grande Spavento

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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Ogni emozione, se percorsa sino al suo inizio, porta alla fine della confusione.
Affidati ad essa, affidati al flusso divino.
Se hai paura, ignora i motivi che la mente ti porta, stai con la tua paura, con la sensazione di paura, falla vincere, non fare resistenza.
Niente di quello che pensi c’è adesso.
Chi ha deciso che tu facessi parte di questo momento così profondo?
Non tu, tu non hai deciso nulla.
Non crucciarti di ciò, la realtà è già perfetta, meno cerchi di decidere, meno cerchi di fuggirla con la mente,
più vedrai la meraviglia dei regali che essa ha in serbo per te.

Dietro quell’albero che tanto temevi c’era la luce più calda e vitale dell’intero universo, ora la vedi e ti commuovi, mentre di te ridi, eri stato solo un grande spavento.

LA COSCIENZA È IL SUO CONTENUTO

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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La coscienza è il suo contenuto. Non esiste un contenitore reale delle nostre rappresentazioni mentali. Tali rappresentazioni “sono” la coscienza, esattamente come i riquadri dipinti in questa immagine “sono” il volto dell’uomo che sembra apparire disegnato.

Osservando bene, non c’è nessun volto ma solo un insieme di rappresentazioni.

Viviamo la convinzione di esistere in quanto individui e per questo ci danniamo per millenni. Apriamo gli occhi e comprendiamo che la forma che vediamo delimitarci è solo un gioco di luci e ombre, uno spettacolo spontaneo, una recita senza attori nella meraviglia sconfinata del teatro di Dio.

ATTACCHI DI PANICO E RISVEGLIO SPIRITUALE

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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L’attacco di panico è l’opportunità più grande che abbiamo di risolvere ogni nostro problema emotivo e psicologico. E’ possibile infatti trasformare questi eventi che ci appaiono quasi sempre spiacevoli e oscuri nel mezzo più efficace che abbiamo per raggiungere noi stessi e vivere il nostro stato di naturale pace e felicità.

Come si fa?

Basta comprenderne il significato. L’attacco di panico si manifesta come la sensazione di “stare morendo”. Anche dopo il quarantesimo attacco di panico al quale “siamo sopravvissuti” ci sembra proprio che la morte stia arrivando e che non ci sia nulla da fare per evitarlo. La sensazione di avere un infarto, un’insufficienza respiratoria, ognuno ha la sua, poi ce ne sono di più o meno comuni, ciò che è importante osservare è che in tutti i casi l’attacco di panico rappresenta una “stretta” del proprio ambiente psicologico.

E’ come se le pareti della stanza in cui immaginiamo viva il nostro punto di vista emotivo, inizino a muoversi verso di noi facendo apparire il posto in cui ci troviamo sempre più stretto e soffocante. Le nostre possibilità di movimento psicologico ci sembrano sempre più limitate, ogni cosa che proviamo a pensare o fare, ci riporta a quell’idea fissa: sono fuori controllo, sto morendo.

Ma stiamo davvero morendo…?

EBBENE SI! Sta morendo il nostro punto di vista psicologico.
Non sta morendo il corpo, quello è vivo e in salute, così in salute che risponde perfettamente agli ordini che la mente in emergenza gli da. Il corpo sta bene, quella che sentiamo non è una disfunzione nel nostro organismo, è paura. Tutte le sensazioni fisiche terribili che percepiamo le stiamo percependo con la mente, non con il corpo e la mente in quei momenti ha un preciso scopo: che le pareti che immagina schiacciarla tornino ad avere più “respiro”.

Con questa consapevolezza possiamo operare una nuova e preziosa scelta: fare vincere la paura. Anzi che lottare contro l’attacco di panico sostenendo con forza di non volerlo, proviamo a farlo vincere, a far succedere proprio quella cose che la mente in quel momento ci dice che non deve in alcun modo succedere, quella cosa che lei chiama “morte”.
Se lo facciamo, se lasciamo la stanza della nostra mente farsi sempre più stretta, fino a far congiungere completamente le pareti, scopriremo, dopo una paura molto forte, che nulla finisce, che esistiamo ancora e che noi non eravamo in quella stanza come il pensiero ci raccontava. Non eravamo nella mente in allarme e le pareti che si stringevano, serravano al loro interno solo uno spazio vuoto. Noi eravamo al sicuro, altrove. Vederlo è meraviglioso.

Ovviamente non accade nulla se arriviamo solo vicino alla completa resa e poi riprendiamo le redini della battaglia come consigliano i pensieri che ci saltano in testa. La soluzione per vincere l’attacco di panico è fare l’inverso di ciò che la mente invita a fare. Lei dice di lottare e districarci dalla morsa per poter sopravvivere ad una morte imminente del corpo, ma questo non farà che peggiorare le cose. Non c’è nessuna morte del corpo in atto e noi non siamo in pericolo. Se vogliamo liberarci dalle sensazioni spiacevoli che l’attacco determina, abbiamo un solo modo, una sola uscita che passa per la vittoria totale della paura, la vittoria dell’attacco di panico, la resa della volontà di liberarci da una morsa che non esiste. Facendo questo, spegnendo i motori della mente soggettiva, fioriremo in un luogo così aperto e libero da non permettere nemmeno l’ideazione del concetto di muro o di stretta e dove ogni respiro sarà fatto di immensa ed inesauribile gioia.

Il mio Cuore

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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E se un giorno decidessimo invece di ascoltare il nostro cuore? Completamente, aprirci ad esso qualsiasi cosa accada. E se un giorno decidessimo di fermarci a guardarlo quel tramonto che ogni volta ci passa davanti mentre siamo impegnati ad andare via, a tornare a casa, a tornare nella nostra mente? E se un giorno ci fermassimo?

Perché no? Quanta paura si nasconde nel guardare un tramonto?
Quanta paura si nasconde nel guardare noi stessi per ciò che siamo nel profondo? Eppure è così bello il tramonto, così bello che mi viene da ridere, da annullarmici dentro e non sapere più chi sta guardando, se io o quell’albero bellissimo laggiù.

Lo Scopo della Vita

DI GIANPAOLO MARCUCCI

Qual è lo scopo della vita?

Ma perché offendere così una cosa tanto maestosa come la vita? La vita non ha uno scopo, non è così piccola e meschina come la mente umana, così capricciosa. La vita vive, esiste, come un’eterna vibrazione. È calda e amorevole, è completa. Non ha bisogno di uno scopo e se anche lo avesse esso sarebbe già raggiunto, soddisfatto, perché la vita non è soggetta al tempo. Solo un concetto è soggetto al tempo e la vita non è un concetto.

La mente ha l’insana abitudine di vedere tutto a propria immagine e somiglianza, vuole giocare a fare Dio. La mente ha scopi da raggiungere, li ha perché nel presente non esiste e deve necessariamente spostare l’attenzione da esso a qualcosa che dovrà accadere nel futuro, qualcosa di meraviglioso che ORA NON C’È. Ma se qualcosa adesso non esiste, se qualcosa nel presente non esiste, come potrà mai esistere nel futuro?

Lo scopo è un concetto, una distrazione. La vita non ha scopo, è già perfetta così e per questo dovremmo rendere grazie ad essa, perché noi siamo vivi e presenti.