ATTACCHI DI PANICO E RISVEGLIO SPIRITUALE

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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L’attacco di panico è l’opportunità più grande che abbiamo di risolvere ogni nostro problema emotivo e psicologico. E’ possibile infatti trasformare questi eventi che ci appaiono quasi sempre spiacevoli e oscuri nel mezzo più efficace che abbiamo per raggiungere noi stessi e vivere il nostro stato di naturale pace e felicità.

Come si fa?

Basta comprenderne il significato. L’attacco di panico si manifesta come la sensazione di “stare morendo”. Anche dopo il quarantesimo attacco di panico al quale “siamo sopravvissuti” ci sembra proprio che la morte stia arrivando e che non ci sia nulla da fare per evitarlo. La sensazione di avere un infarto, un’insufficienza respiratoria, ognuno ha la sua, poi ce ne sono di più o meno comuni, ciò che è importante osservare è che in tutti i casi l’attacco di panico rappresenta una “stretta” del proprio ambiente psicologico.

E’ come se le pareti della stanza in cui immaginiamo viva il nostro punto di vista emotivo, inizino a muoversi verso di noi facendo apparire il posto in cui ci troviamo sempre più stretto e soffocante. Le nostre possibilità di movimento psicologico ci sembrano sempre più limitate, ogni cosa che proviamo a pensare o fare, ci riporta a quell’idea fissa: sono fuori controllo, sto morendo.

Ma stiamo davvero morendo…?

EBBENE SI! Sta morendo il nostro punto di vista psicologico.
Non sta morendo il corpo, quello è vivo e in salute, così in salute che risponde perfettamente agli ordini che la mente in emergenza gli da. Il corpo sta bene, quella che sentiamo non è una disfunzione nel nostro organismo, è paura. Tutte le sensazioni fisiche terribili che percepiamo le stiamo percependo con la mente, non con il corpo e la mente in quei momenti ha un preciso scopo: che le pareti che immagina schiacciarla tornino ad avere più “respiro”.

Con questa consapevolezza possiamo operare una nuova e preziosa scelta: fare vincere la paura. Anzi che lottare contro l’attacco di panico sostenendo con forza di non volerlo, proviamo a farlo vincere, a far succedere proprio quella cose che la mente in quel momento ci dice che non deve in alcun modo succedere, quella cosa che lei chiama “morte”.
Se lo facciamo, se lasciamo la stanza della nostra mente farsi sempre più stretta, fino a far congiungere completamente le pareti, scopriremo, dopo una paura molto forte, che nulla finisce, che esistiamo ancora e che noi non eravamo in quella stanza come il pensiero ci raccontava. Non eravamo nella mente in allarme e le pareti che si stringevano, serravano al loro interno solo uno spazio vuoto. Noi eravamo al sicuro, altrove. Vederlo è meraviglioso.

Ovviamente non accade nulla se arriviamo solo vicino alla completa resa e poi riprendiamo le redini della battaglia come consigliano i pensieri che ci saltano in testa. La soluzione per vincere l’attacco di panico è fare l’inverso di ciò che la mente invita a fare. Lei dice di lottare e districarci dalla morsa per poter sopravvivere ad una morte imminente del corpo, ma questo non farà che peggiorare le cose. Non c’è nessuna morte del corpo in atto e noi non siamo in pericolo. Se vogliamo liberarci dalle sensazioni spiacevoli che l’attacco determina, abbiamo un solo modo, una sola uscita che passa per la vittoria totale della paura, la vittoria dell’attacco di panico, la resa della volontà di liberarci da una morsa che non esiste. Facendo questo, spegnendo i motori della mente soggettiva, fioriremo in un luogo così aperto e libero da non permettere nemmeno l’ideazione del concetto di muro o di stretta e dove ogni respiro sarà fatto di immensa ed inesauribile gioia.