IMPARA AD APPROCCIARTI ALLA FONTE

DI GIANPAOLO MARCUCCI
baby-wizard-hat
Tu ascolti quello che dicono i maestri con la mente, aspetti un senso logico, aspetti che quello che ti dicono abbia un posto nella tua mente in cui poterlo incasellare, un posto che tu già conosci.
Tu sostieni che è già nota a te la soluzione e che essa corrisponde a quello che tu hai deciso essere il bene per te e ti protegge da quello che, sempre tu, hai deciso essere il male.
Cosi facendo, selezioni e segui, di tutto ciò che esce dalla fonte, solo le cose che ti piacciono, che confermano qualcosa che già conosci e ti da sicurezza (dalle idee spicciole come il ripetere a pappardella che esiste solo il presente o che non c’è l’ego, fino a quelle più elevate e sottili come l’idea di mettere in discussione le proprie sicurezze da parte di un io sempre più profondo ed intelligente) e reagisci con fastidio e distanza ogni volta che invece l’insegnamento va in conflitto con la tua struttura personale.
Se stai facendo questo, tu non stai onorando ne ascoltando la fonte, stai tifando per un concetto, per un’idea. Non sei aperto al nuovo, sei un drogato del vecchio.
È l’apertura totale, è la fiducia totale, che ti permetterà di rompere le catene dell’illusione. La fiducia verso la fonte è la fiducia verso il tuo vero sè.
Non lasciare che l’interpretazione della tua mente sia l’unica versione della realtà. La mente troverà sempre ottime scuse per attaccarsi a una parola o un gesto della fonte e distrarti dalla sua vera essenza, ergendo un concetto a divinità perché avrà generato un riflesso meraviglioso dentro di te, ma anche ottime scuse per rifiutarla, allontanarla, incolparla e tacciarla di demoniache sembianze perché avrà toccato una corda che tu proprio non volevi mettere in dubbio. Impara questo gioco e vai oltre.
Tu ti aspetti che siccome soffri ti è dato di essere felice attraverso la fonte. La fonte non fa questo, la fonte spazza via quella struttura che determina il dire soffro o sto bene. Nulla ti è dato, nulla è garantito, perché tutto è libero e tu non sei così piccolo e meschino da dover accumulare o proteggerti.
Tu ti aspetti di capire cosi dopo che avrai capito risolverai tutti i tuoi problemi. La fonte non fa questo, perché tu non sei cosi piccolo e meschino da dover capire qualcosa per essere felice.
La fonte porta tutto alla visione unica in cui il gioco in cui le persone soffrono e stanno bene a causa dei motivi è un racconto che va in onda nella TV a tre dimensioni della tua mente che da quando hai memoria ti accompagna. La fonte ti toglie gli occhiali della realtà virtuale e ti riporta nel luogo in cui nessun attacco esterno ha mai avuto spazio per nascere.
Trovare la fonte in vita che parla per la bocca di un essere umano, è un dono enorme. Omaggiala con la tua fiducia non sporcarla con le tue convinzioni, esperienze, idee, interpretazioni. Fai silenzio e ascolta, il messaggio con tutto il rumore che fanno i tuoi pensieri non passa.
Smettila di essere cosi arrogante da credere che ciò che vedi è vero perché ne fai esperienza, inizia a considerare che il filtro stesso con cui stai percependo tutto è falso e non ti porterà mai a nulla.
Affidati, con o senza paura, affidati.
La fonte è un dono bellissimo, impara ad approcciarti ad essa e sarà l’ultima cosa che dovrai imparare, perché una volta che la farai entrare in casa tua, ti accorgerai che sei sempre stato in paradiso.

Io e Mooji

DI GIANPAOLO MARCUCCI

A seguito delle vostre richieste ho fatto questo video, con stile fresco e brioso e taglio personale, in cui parlo della mia esperienza al ritiro di silenzio con Sri MOOJI a Monte Sahaja.

Come l’ho vissuto e cosa mi ha toccato. Rispondo anche ad alcune vostre domande come: seguire più fonti può confondere?

Per qualsiasi altra info non esitate a scrivere nei commenti

Grazie a tutti e…Sri Moojiji Ki…JAI!

Con affetto smodato   

⁃ Gianpaolo Marcucci

L’INGANNO DEL FACHIRO

DI GIANPAOLO MARCUCCI

Monopoly On Nails

Mente tu mi menti, tu non vuoi la mia felicità. Vuoi perpetuare i tuoi giochi di colpa, dolore e paura nella maniera per te più confortevole possibile.

Cambi oggetto da pensare, futuro da sperare, passato da ricordare. Cambi progetto, obiettivo, costume da indossare.

Mi tieni occupato, mi proponi di distrarmi, di giocare. Io ti ascolto, che vinca o che perda però sento sempre pungere forte lungo la schiena. Tu dici che è colpa del gioco. Se cado vinto piango e soffro, se salgo ubriaco di trionfo quasi non sento più dolore ma ho ho il terrore che esso torni…e poi torna.

Mi suggerisci di cambiare gioco, ogni volta uno nuovo, mi suggerisci di restare comodo, qui, sdraiato, da te avvolto e protetto e tentare di vincere il più possibile, mi dici che senza te sono perso.

Solo una cosa non mi dici mai, di smettere di giocare con te, di alzarmi dal letto di chiodi di cui sei fatta, dal cui conduco ogni partita.

I dadi sono tratti, tre volte 6, vinceremo stavolta, vinceremo sicuro.

L’Ego era solo paura del Buio

DI GIANPAOLO MARCUCCI

12006386_10152909113051572_1486698108067316073_n

A proposito di Ego: ad un certo punto del percorso spirituale è comune se non quasi sicuro credere che esso sia un nemico. È l’Ego che ha paura, l’Ego che vive nei traumi del passato, l’Ego che sente l’attaccamento con gli oggetti materiali, l’Ego che si crede un corpo, l’Ego che vogliamo tanto finalmente illuminare e risvegliare!
Immaginiamo l’Ego come la zona buia dentro al cappuccio di un uomo che ci guarda fisso nella notte, immaginiamo di dover prendere un torcia e puntarla verso quell’uomo minaccioso, per vederne i tratti, per vedere chi siamo stati finora, per guardare in faccia il nostro nemico che causa così tanto dolore e finalmente ucciderlo, liberarci.

Ma l’Ego non è qualcosa che dobbiamo portare alla luce. L’Ego non ha un’ombra. L’Ego non ha una forma, non ha un contenuto, non ha una struttura, non ha un’origine. L’Ego è un buco, un’assenza. E cosa succede quando illumini l’assenza? Niente, non succede niente, ma il vero niente, la scomparsa di ogni dubbio. Nel cappuccio non c’era nulla, era solo un cappuccio, era uno spaventapasseri, che spavento, ci eravamo creduti che esisteva!

Se dipingeremo il nostro Ego come un nemico da uccidere, se lo odieremo, escluderemo, schiferemo, gli staremo dando credito, gli staremo dando l’illusione dell’esistenza e allora saremo noi quell’Ego. È l’Ego che ha nemici, è l’Ego che odia, è l’Ego che esclude, che vive nel tempo. Includiamo le parti oscure di noi, non le fuggiamo andando in contro a teorie meravigliose che dicono che quelle parti “non siamo noi”, andiamo a vedere in ognuna di esse cosa c’è: nel dolore, nella paura, nell’invidia, nella vergogna, nell’odio, nell’infamia, nell’egoismo e andiamoci senza l’armatura della mente. Portiamo luce anziché armi nelle stanze del nostro cuore. Portiamo luce ovunque dentro di noi.

La luce non ha ombre. Illuminiamo tutto e vedremo che tutto è luce, ed era sempre stato così.

11937439_10152909113276572_1091907633831484225_o