Quello che fai ti rende felice? Scoprilo in 4 semplici mosse

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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Il tuo rapporto di coppia è distruttivo? Sei finito in una setta? Le attività che svolgi sono positive per te? Come possiamo scoprire se quello che stiamo facendo ci sta portando verso il benessere e la felicità o verso il baratro?

Ecco una semplice guida divisa in 4 punti da utilizzare all’occorrenza:

1. Scegliamo il soggetto della nostra indagine, ad esempio il nostro rapporto di coppia, o il gruppo nel quale siamo inseriti, il lavoro che svolgiamo, la relazione con una persona che è per noi un punto di riferimento, qualsiasi aspetto della nostra esistenza con cui abbiamo un legame e su cui vogliamo porre l’attenzione e scriviamolo su un foglio, in alto al centro in stampatello.

2. Dividiamo il foglio in tre parti tracciando tre linee che creino tre sezioni di uguale ampiezza. Sotto ogni linea, ovvero nella parte superiore di ogni sezione scriviamo rispettivamente: Energia – Libertà – Serenità

3. Scriviamo le seguenti domande all’interno della rispettiva sezione:

– Energia: “L’oggetto di questa indagine” (sostituire con il nome dell’oggetto/soggetto scelto) mi sta dando energia oppure me ne sta togliendo? Negli ultimi 6 mesi passati a contatto con “l’oggetto dell’indagine” sono sempre più stanco/a, debole e svogliato o sempre più energico/a e vitale?

– Libertà: “L’oggetto di questa indagine” mi permette facilmente e senza pressioni o sensi di colpa di mettere in dubbio tutta la mia vita in qualsiasi momento, compreso anche il legame con “tale oggetto”? Mi permette di agire e muovermi liberamente (sia fisicamente che mentalmente) oppure promuove l’esistenza di – zone proibite – in cui è meglio non andare (luoghi fisici, comportamenti, emozioni, parti di me stesso/a)? Mi sento sempre più libero/a e leggero/a oppure sento una stretta alle mie possibilità? Pensando all’”oggetto in questione”, ho mai la sensazione di essere in gabbia e non riuscire a uscirne?

– Serenità: “L’oggetto di questa indagine” favorisce la mia felicità? Sono più sereno/a da quando è entrato a far parte della mia vita oppure sono più cupo/a e triste? Infonde in me calma e pace oppure agitazione e stress? Apporta soluzioni o problemi?

4. Rispondiamo alle domande con sincerità.
– Se le risposte sono positive ovvero l’oggetto dell’indagine apporta energia, aumenta la nostra libertà e favorisce serenità e calma, proseguire il legame è di sicuro la cosa migliore da fare. Siamo all’interno di una situazione benefica e proficua per noi. Abbiamo trovato una fonte positiva da cui attingere per far fiorire al meglio noi stessi.
– Se le risposte tendono invece al negativo, ovvero “l’oggetto dell’indagine” ci indebolisce, diminuisce la nostra energia, ci priva sempre più della libertà e ci conduce verso una sempre più cupa, ansiosa e triste esistenza, siamo incappati in un vero e proprio buco nero. La cosa migliore da fare è staccarsi subito (o, in caso di forte dipendenza, gradualmente e sostituendo il piacere derivato dalla permanenza nella situazione con altri piaceri più positivi) dalla situazione in oggetto e fare un percorso interiore che ci porti a scegliere legami sempre più positivi e costruttivi. Dopo un periodo iniziale di distacco che potrebbe apparire duro, la nostra energia ricomincerà a sorgere e ci ricaricheremo dall’interno. Riacquisteremo la libertà perduta e mano mano torneremo più sereni.

– Attenzione! Non farti ingannare dagli “alti e bassi”!

Nel processo di indagine, non è utile guardare quello che siamo soliti chiamare “alti e bassi” come indicatore di benessere o malessere. Gli alti e bassi fanno parte del funzionamento emotivo della nostra mente. Quello che dobbiamo guardare è l’andamento nel lungo periodo di questi alti e bassi. Chiediamoci: sono sempre più e sempre più profondi i bassi o gli alti? In che misura e in che durata si manifestano gli uni e gli altri? Se dovessi tracciare una linea retta dell’andamento della mia oscillazione emotiva, la traccerei verso l’alto o verso il basso? Molte volte ad esempio capita di restare incastrati in una relazione distruttiva con un partner che tira fuori il peggio di noi stessi per mesi se non anni, solo perché all’interno di un quadro totalmente negativo da noi vissuto, ci sono piccoli momenti di piacere estremo. Non è consigliabile in questi casi osservare il piacere sporadico, anche se molto forte, bensì la cornice di dolore e paura costante in cui è inserito. Anche un eroinomane ha picchi di piacere altissimi quando si inietta la sostanza in vena, tuttavia la sua vita, mano mano che va avanti mantenendo il rapporto con la droga, diviene sempre più misera e difficile. Le energie diminuiscono, la libertà lascia spazio al tiranno della dipendenza negativa nei confronti della sensazione meravigliosa del momento della “pera”, saltano in mente pensieri e si iniziano ad attuare comportamenti distruttivi fino ad allora mai sperimentati, e il contesto sociale, fisico, psicologico ed emotivo diviene col tempo sempre più cupo e tetro. Non cadiamo nel tranello delle oscillazioni, prendiamo come riferimento un lasso di tempo che non sia inferiore ai 3 mesi (6 mesi ancora meglio, 1 anno è un intervallo ottimo) e rivolgiamoci tutte le domande facendo conto di tale periodo, la nostra indagine sarà così accurata e precisa.