UNA COSA CONTROCORRENTE

DI GIANPAOLO MARCUCCI
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Voglio dire una cosa controcorrente, una cosa personale.
Vivere è una cosa davvero bella, è una cosa unica, una cosa che vale più di un castello o di un’isola, che vale di più di tutto ciò che si può comprare.
Vivere è una cosa che vale più di un bel concetto o di una grande teoria, che vale di più di una vittoria, materiale o intellettuale. Che vale più di una sconfitta da cui imparare.
Mi sento di dirlo discostandomi da tutto il mio mondo passato, e da quello esterno presente, da tutto il filone spirituale che predica tanto bene e poi al dunque razzola proprio come me, come razzolano tutti, nell’unico modo ci è dato di razzolare.
Mi sento di dirlo anche con una punta di superiorità, con una sensazione di spavalderia e saccenza, che si infastidisca il sacerdote delle idee perfette, che si creda più arguto il protettore delle verità impacchettate e vendute su Facebook. Mi sento di dirlo in barba a tutti coloro, compreso me quando ci vuole, che dicono che qualcosa non va, che sia il vicino, il collega, il lavoro, gli esami, la dieta, i maestri spirituali, i discepoli devoti, gli eretici, la squadra avversaria, la squadra propria quando ha giocato male, la ragazza che li lascia, quella che è pallosa e non li lascia, la televisione, i politici rubacchioni, gli attivisti guastafeste.
Io voglio dire una cosa controcorrente, voglio dire che io me la spasso alla grande, che ogni giorno è una scoperta che fa girare la testa.
Dico una cosa controcorrente, a me piace questa vita, così com’è, con tutto il pacco, quello dell’emozioni che fanno come vogliono, entrano in casa tua e te l’arredano a buffo, che senza interpellarti, mentre fai colazione ti trasformano il salone in un’autostrada e quando ti compri la macchina per andarci veloce…loro l’hanno già trasformato in un delizioso teatro fine 700 che la macchina te la sbatti in fronte e anche il costume da attore che stai per andarti ad ordinare.
Non sono bravo a capire quello che succede in questo mondo. Ma Dio solo sa se avrei potuto esistere in un mondo migliore.
Voglio dire una cosa controcorrente: Grazie per il giro di giostra, se finisce domani, è stato il più bel giro che mi sia potuto capitare.
Vivete così, prendete appunti.
❤️

Io e Mooji

DI GIANPAOLO MARCUCCI

A seguito delle vostre richieste ho fatto questo video, con stile fresco e brioso e taglio personale, in cui parlo della mia esperienza al ritiro di silenzio con Sri MOOJI a Monte Sahaja.

Come l’ho vissuto e cosa mi ha toccato. Rispondo anche ad alcune vostre domande come: seguire più fonti può confondere?

Per qualsiasi altra info non esitate a scrivere nei commenti

Grazie a tutti e…Sri Moojiji Ki…JAI!

Con affetto smodato   

⁃ Gianpaolo Marcucci

LE 9 COSE CHE IL RISVEGLIO SPIRITUALE NON È…

DI GIANPAOLO MARCUCCI

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Viviamo senza dubbio in un era molto confusa. Per fare un po’ di ordine nella mente rispetto a cosa ci è utile in un percorso spirituale e cosa no, si può partire da una lista fresca fresca che, è vero non ci dice cosa sia il risveglio spirituale e come raggiungerlo (in fondo è gratis ed è fatta per ridere…che vi aspettavate?) ma ci dice cosa di sicuro questo famigerato e tanto atteso stato di pace eterna non è.

Il risveglio spirituale non è…

1. Ripetere slogan e aforismi sulla non-dualità tipo “non c’è nessuno che legge questo articolo, la lettura sta solo accadendo” atteggiandosi a illuminato contemporaneo che manco Scientology.

2. Seguire ogni tanto il discorso di un maestro spirituale per segnarsi su un taccuino le frasi più fighe e scriverle sottoforma di superprofondissimi stati facebook sulla propria bacheca.

3. Leggere i libri sugli alieni

4. Essere vegetariani, vegani, fruttariani, respirariani, sassariani (esiste?) perché gli animali hanno l’anima, io ho l’anima e l’anima non si mangia lo sanno tutti.

5. Dichiararsi Master-Reiki di ottantanovesimo livello

6. Liberare la Kundalini (che poi chi l’ha rinchiusa?)

7. Fare Yoga e avere il nome spirituale contemporaneamente.

8. Recitare namioregheioò namioregheioò namioregheioò

E in ultimo, non solo inutile ma anche pericolososo per la salute…

9. Fare finta che non sia un problema essere investito da un pullman che punta verso di te a 100 km/h in discesa perché tanto non c’è nessuno dentro al corpo…sopratutto quando non c’è davvero nessuno dentro al pullmann…ma sta comunque venendo verso di te…sul serio, non c’è nessuno…l’autista è sceso…scanzati 😉

 

Ps. Appunto per coloro che si riconoscono nella definizione di “rosicone spirituale”: tutto ciò che compare elencato qui sopra non è affatto brutto, maligno o sbagliato anzi è bello e sacrosanto, talvolta anche auspicabile, semplicemente non ha a che fare col risveglio spirituale ❤

LE 5 COSE (CONCRETE) DA FARE PER FAVORIRE IL RISVEGLIO

DI GIANPAOLO MARCUCCI

PREMESSA: se pensi che siccome hai capito un concetto che dice che già sei risvegliato allora sei proprio davvero risvegliato, se dici a gran voce che siamo tutto uno ma soffri quando muore tuo figlio, se dici: “non c’e nessuno che ricerca” ma stai ricercando, insomma, se dici di essere fuori da Matrix ma tutti vedono che a dirlo è il personaggio dentro Matrix, stai vivendo nella confusione, sei caduto in una di quelle che si definiscono “trappole dell’Ego”, vivi un inganno della mente, la stessa mente che dici di non sapere di avere.

La condizione di partenza dell’uomo è una condizione di identificazione col personaggio chiamato Ego, che vive nel tempo, che è dentro a un corpo, che muore, che sperimenta, che vive le emozioni, fa i pensieri, è autore di cambiamenti nella realtà, è separato da tutto e si sente solo, confuso e impaurito.

La prima cosa da fare se si vuole uscire da questa condizione È RICONOSCERE CHE SI E INVISCHIATI IN ESSA SENZA APPARENTE VIA D’USCITA. Ci si può distrarre attraverso il piacere, ma più ci si avvicina alla profondità del proprio Ego e più si vede senza difficoltà che nessun piacere è sufficiente a colmare il vuoto che sentiamo (quando ci muore un figlio sotto un camion davanti agli occhi, non c’è sapore prelibato, sensazione, droga, rapporto sessuale, musica, film, evasione della mente che ci distolga dalla sofferenza e miseria di cui, in quanto Ego, è fatto il punto di vista individuale).

Questo però non vuol dire, che non c’è uscita da Matrix. Esistono individui risvegliati, maestri, profeti, figure illuminate, che sempre più forte lanciano un messaggio di speranza e amore: l’Ego che credi di essere, non esiste, tu sei Amore incondizionato, piena sicurezza, unione e non separazione, eternità e non morte.
Come è possible dal punto di vista dell’Ego raggiungere tale livello di consapevolezza, completezza e benessere interiore? In assoluto non è possibile. Non è possibile illuminare l’Ego (l’Ego è un ombra, illuminata scompare, non c’era mai stata, era assenza di luce). E’ possibile però svegliarsi dal sogno di separazione che stiamo facendo e vedere che non siamo l’Ego.

Questa era la premessa per coloro che nel percorso spirituale inciampano in false consapevolezze di illuminazione. Vediamo ora insieme come possiamo, praticamente, favorire questo risveglio migliorando il nostro approccio alla vita quotidiana:

1. Ritagliati il tuo tempo

Rilassati. Elimina i mille impegni che hai, o almeno alcuni di essi e ritagliati degli spazi completamente tuoi. 2 ore al giorno ad esempio, in cui spegni il cellulare, vai nella natura e semplicemente “non fai niente”. Niente di programmato. Rifletti, osservati, guarda come sta andando la tua vita. Ti piace? Sei felice? Fai nascere in te la volontà di uscire dalla gabbia dell’Ego una volta vista anzi che abbellirla con i fiorellini (il piacere delle vacanze una volta al mese dopo un anno di lavoro, l’uscita il weekend, la sigaretta). Passeggia, siediti, guarda gli alberi, abbracciali se ti va, fai una cosa folle: sdraiati sull’erba mentre piove e guarda il cielo. Prenditi uno spazio quotidiano in cui non far entrare nulla, in cui ci sei solo tu, e osserva chi sei, come sei fatto, prendi confidenza. Senza tale spazio non potrai nemmeno cominciare a vivere e verrai trasportato dagli eventi in cui inciampi (lavoro, matrimonio, figli) fino alla morte senza aver mai scelto, senza aver mai controllato se quella vita che stai vivendo ora era quella che volevi o era quella che qualcun altro voleva per te. 2 ore al giorno sono anche poche, è un inizio per chi è molto impegnato, se ne hai la possibilità prendi più tempo ancora, ogni giorno, riduci i tuoi vincoli e creati lo spazio per poter in ogni momento mettere in dubbio tutta la tua vita.

2. Dubita di tutto

Dubita, di ogni cosa. Ogni cosa che vedi e che senti, ogni cosa che ti dicono. Dubita sopratutto di ogni cosa che dici! Dubita di ogni tuo pensiero, delle tue emozioni, dubita di tutto, perché dovresti credere senza osservare? Scoprirai che tutta la tua vita passata fino a quel momento era stata solo un racconto a cui hai creduto e da li comincerai a vivere in prima persona. Adotta un atteggiamento dubitativo verso tutto ciò che percepisci, ovvero verso tutta la mente che credi sia tua. ATTENZIONE: dubitare non significa guardare con sospetto. Guardare con sospetto significa guardare con pregiudizio, dovresti dubitare di quel pregiudizio, di quella valutazione negativa. Dubita di tutto significa “osserva senza giudicare”. Per favorire questo atteggiamento, riduci al massimo i tuoi vincoli: mutui, relazioni ad alto consumo di energia, etc. Se non lo fai, tali vincoli si porranno tra te e il dubbio e genereranno sofferenza. Non è un male comunque, dopo un po’ ti stancherai di soffrire, prenderai gusto nel dubitare, nell’osservare, e li ridurrai.

3. Non guardare gli altri, guarda te stesso

Non restare invischiato nel tranello della colpa e della separazione. Non occuparti degli altri. Tutto ciò che vedi in loro è un significato che è già dentro la tua mente. Se vedi egoismo, c’è egoismo in te, se vedi dolore, c’è dolore in te, se vedi paura, c’è paura in te, se vedi felicità, c’è felicità in te, se vedi bellezza, c’è bellezza in te. Tu percepisci con la mente e la realtà non è intermittente quindi tutto ciò che percepisci, anche se ti sembra che lo percepisci solo adesso e non prima, è sempre stato li, non viene da fuori, non ti viene iniettato da un altro. Usa ciò che vedi per sintonizzarti su quello che nel presente stai credendo vero di te. Solo così, se non ti piace, potrai cambiarlo. In questo processo aiutati col perdono, perdona gli altri, usa il perdono sugli altri per perdonare te stesso.

4. Medita

La meditazione è uno strumento utilissimo per portare la mente al silenzio. La chiarezza arriva solo dove c’è una mente silenziosa. E’ un invito a Dio. Semplicemente trova una posizione comoda, rilassata e poniti in osservazione. Cosa succede? Cosa percepisci? Il corpo, le varie parti, il suo peso, la sua temperatura, la sua vibrazione. I pensieri, le idee, osservale, senza seguirle e entrarvi dentro, senza giudicarle. Le emozioni, le sensazioni, quali ti pervadono? Osserva tutto, senza giudizio, anche solo per pochi minuti ma senza giudizio. Cercati, cerca chi sta cercando, cerca l’osservatore di tutto, cerca l’autore dei movimenti del tuo corpo, dei tuoi pensieri, delle tue emozioni. Vedrai che si apriranno porte su mondi che non ti immaginavi potessero esistere e potessero essere così veri e profondi, così salvifici. Mantieni questa modalità per quanto più tempo puoi, durante la giornata, mentre fai la spesa, mentre cammini, mentre lavori: osserva tutto quello che fai e che pensi, tutto quello che accade, senza giudizio. La meditazione non è solo stare seduti 20 minuti ad occhi chiusi, è una modalità che puoi sfruttare in ogni momento per rendere silente la mente e lasciare spazio all’infinito.

5. Non attaccarti alle esperienze meravigliose che fai durante il tuo percorso

Se farai tutto quello che è stato scritto, incontrerai nel tuo percorso esperienze di estasi e beatitudine così belle da divenire le tue nuove divinità. In questo senso: UCCIDI IL BUDDHA! Goditele a pieno nel presente ma non cercare di farle tue, di portartele via. Non sporcarle trasformandole in un ricordo da far ritornare, in un quadro da appendere e davanti al quale pregare. Vivi da esploratore, le esperienze belle e le esperienze brutte sono comunque esperienza, sottintendono una mente, un tempo, un punto di vista. Non sei ancora arrivato a casa, ricorda: non si può arrivare a casa, ci sei già. Quando dopo un momento di estasi vedi di nuovo il mondo tinto di nero, non impegnarti a ridipingerlo tutto di bianco come era il tuo ricordo, impara a pulire i tuoi occhi, si erano solo sporcati.